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Chiusura uffici postali, Puggioni (Lega): “Razionalizzare, ma senza disservizi”

Liguria. Razionalizzare sì, ma non creando disservizi. Questo chiede il consigliere regionale della Lega Nord Alessandro Puggioni in una Mozione che verrà presentata domani in sede consiliare. “A seguito della trasformazione di Poste Italiani in S.P.A. – spiega -, con la conseguente adozione di logiche aziendali privatistiche, è in atto un processo di ridimensionamento della capillare presenza degli Uffici, in particolare a scapito delle aree scarsamente abitate”.

Spl Cisl Liguria ha denunciato che è prevista, nel piano industriale di Poste Italiane, la chiusura di alcuni uffici postali tra i quali quelli di Canepa, Bertigaro, Cavi di Lavagna, Ruta di Camogli, Roccatagliata, San Lorenzo della Costa, Bargone, Giovani, Sant’Ilario e, in centro città, l’ufficio di via XII Ottobre e quello di via Gramsci. Anche il territorio savonese e quello imperiese non verranno risparmiati da queste direttive.

“Sottolineo come il Consiglio di Stato – dice Puggioni – tramite la sentenza n. 1262/2015, sostiene che la chiusura degli uffici postali nei piccoli centri non può essere decisa senza tenere in debito conto le distanze e la fruibilità del servizio. I disagi arrecati alla popolazione, rivestono un ruolo di primo piano qualora la chiusura non sia ben motivata”.

In tale sentenza si afferma che Poste non può fare speding review sulle spalle dei piccoli centri, determinando disservizi e disagi soprattutto alla popolazione anziana e a chi non ha la possibilità di utilizzare strumenti tecnologici. Le chiusure devono tenere conto della dislocazione degli uffici, con particolare riguardo alle aree rurali e montane, e anche delle conseguenze che la presenza ha sull’utilità sociale. L’accessibilità al servizio non può prescindere dall’effettiva e normale percorribilità delle strade di accesso in termini di reale e conveniente fruibilità da parte di cittadini.

“Il T.A.R. del Friuli Venezia Giulia – conclude il consigliere – con una recente sentenza, ha accolto il ricorso proposto da un piccolo comune in provincia di Udine, annullando i provvedimenti con i quali Poste aveva chiuso gli uffici ubicati in due frazioni. Nella Mozione chiedo quindi al Presidente e alla Giunta regionale di impegnarsi affinché venga istituita una cabina di regia tra Poste, Regione, Province e Comuni al fine di individuare una soluzione alternativa al nuovo piano di razionalizzazione di Poste Italiane, in grado di coniugare le esigenze di equilibrio economico con la tutela del cittadino e occupazionale”.