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Lettere al direttore

Carocci (Pd): interrogazione a favore della GOG – Giovine Orchestra Genovese

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Stamane l’Onorevole Mara Carocci si è fatta promotrice dell’interrogazione in allegato che è stata firmata da tutti i deputati liguri del Partito Democratico sulla decurtazione degli stanziamenti FUS per quanto riguarda la GOG – Giovine Orchestra Genovese.

L’interrogazione chiede al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, nonché al Ministero dell’Economia e delle Finanze di voler rivedere i criteri di assegnazione dei fondi stessi.

Eccone il testo.

Al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Al Ministro dell’Economia e delle Finanze
premesso che :
la Giovine Orchestra Genovese (GOG), fondata nel 1912 , rappresenta un grande patrimonio storico della città e della Regione Liguria, l’eccellenza della musica colta, tradizione di ospitalità e la costante presenza a Genova, al Teatro Carlo Felice, dei più grandi artisti e delle altre orchestre pregiate di tutto il mondo;
tale eccellenza è sempre stata riconosciuta a livello ministeriale dalle precedenti assegnazioni dei contributi previsti dalle leggi;
il Decreto Legge 8 agosto 2013, intitolato ” Disposizioni urgenti per assicurare la trasparenza, la semplificazione e l’efficacia del sistema di contribuzione pubblica allo spettacolo dal vivo e al cinema” , recita all’art. 9 comma 1 quanto segue :” 1. Il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, con proprio decreto, da adottarsi entro novanta giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, ridetermina, con le modalità di cui all’articolo 1, comma 3, della legge 15 novembre 2005, n. 239, e con effetto a decorrere dal 1° gennaio 2014, i criteri per l’erogazione e le modalità per la liquidazione e l’anticipazione dei contributi allo spettacolo dal vivo. I criteri di assegnazione tengono conto dell’importanza culturale della produzione svolta, dei livelli quantitativi, degli indici di affluenza del pubblico nonché della regolarità gestionale degli organismi. Il decreto di cui al primo periodo stabilisce, inoltre, che le assegnazioni sono disposte a chiusura di esercizio a fronte di attività già svolte e rendicontate. L’articolo 1 della legge 14 novembre 1979, n. 589, è abrogato”;
il 1°Luglio 2014 il Ministero dei beni e delle Attività Culturali e del Turismo, ha decretato nuovi criteri di assegnazione dei contributi FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo) 2015 relativi alle Attività Musicali la cui applicazione, riferita all’anno 2015, ha determinato effetti pesantemente distorsivi e discriminatori fra i soggetti aventi diritto, con il rischio di ridimensionamento e chiusura di decine di istituzioni musicali del nostro Paese;
all’inizio di Agosto 2015, a programmazione avvenuta e annunciata , la GOG si è vista decurtare del 30% il contributo rispetto all’anno precedente, per una somma pari a 108.000 euro di tagli, nonostante avesse ottenuto il terzo punteggio assoluto nella qualità artistica e il quarto nella valutazione complessiva tra le società di concerti nazionali, determinando una situazione di grave difficoltà finanziaria a fronte degli impegni artistici assunti.
a quanto risulta all’interrogante, il meccanismo prescelto dal Ministero, attraverso un nuovo sistema computerizzato di assegnazione dei contributi ministeriali basato su algoritmi di difficile comprensione, ha privilegiato quasi totalmente elementi quantitativi, quali il numero assoluto di concerti e il tasso di occupazione delle sale , piuttosto che mettere in primo piano “l’importanza culturale della produzione svolta” , producendo risultati distorsivi dei valori reali delle singole realtà musicali italiane, con effetti paradossali come privilegiare decine di concerti tenuti in sale piccole, e quindi facilmente colmabili ed a costo quasi zero, e penalizzare quelli che si avvalgono di grandi sale, come quella del Teatro Carlo Felice di Genova che vanta 2000 posti, per i quali è normalmente difficile vendere tutti i biglietti. L’ incredibile conseguenza di questo meccanismo è che un concerto di Maurizio Pollini o di Salvatore Accardo può conseguire un punteggio addirittura inferiore di un concerto di un allievo di Conservatorio, non esistendo alcuna “correzione ” qualitativa (culturale) nel software di elaborazione del dato quantitativo.
lo svilimento del valore culturale del progetto artistico è stato ulteriormente accentuato dal sistema dei cluster e dalla distribuzione dei fondi a ciascun cluster, secondo criteri puramente discrezionali dell’Amministrazione, non previsti in Decreto e tali da determinare un enorme divario nel valore del singolo punto a seconda del cluster di assegnazione.

si chiede di sapere se il Governo :
non voglia operare sul tema una urgente revisione dei meccanismi di assegnazione dei contributi FUS, fra cui la qualità del sistema di captazione dei dati che alimentano il computer e l’introduzione di un parametro di qualità all’interno del software che elabora i punteggi, al fine di valorizzare l’importanza culturale del progetto artistico, disincentivare una folle corsa al rigonfiamento artificiale del numero dei concerti, correggere gli aspetti più oscuri e distorsivi, e rendere semplici e trasparenti le regole e i meccanismi di applicazione.
in particolare non voglia rivedere il sistema dei sottoinsiemi (cluster ) e dell’attribuzione dei fondi ad ogni sottoinsieme, che a parità di punteggio attribuiscono ad ogni punto della prima fascia il valore di euro 11.500 e ad un punto della seconda fascia ( dove è stata collocata la GOG ) il valore di euro 2.100, contribuendo ulteriormente ad ingigantire l’effetto distorsivo del sistema.
non possa considerare l’istituzione di un Fondo perequativo che almeno in parte corregga alcuni degli effetti distorsivi più macroscopici del nuovo sistema e riequilibri l’assegnazione dei contributi a favore delle società più penalizzate rispetto al passato.
non intenda applicare quanto previsto dall’art. 50 comma 3 del D.M. 1/7/14, che prevede, in sede di prima applicazione, che la nuova procedura sia “sottoposta alle valutazioni di un apposito tavolo tecnico congiunto tra l’Amministrazione e gli Enti territoriali e locali, al fine di verificarne il corretto funzionamento e di formulare eventuali proposte correttive”.

On.Mara Carocci