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A1 maschile

Bogliasco-Lazio, Guidaldi: “Dobbiamo capire di che pasta siamo fatti”risultati

L'ex giocatore della Roma presenta la sfida del quinto turno

Gianmarco Guidaldi

Bogliasco. Torna alla “Vassallo” la Rari Nantes Bogliasco e riceve la visita della Lazio, sabato 24 ottobre alle ore 16, arbitri Calabrò e Gomez, delegato Salino. E’ la quinta di campionato e la partita si preannuncia combattuta e spettacolare.

Bogliasco a 6 punti, ospiti a 4: uno scontro diretto. A presentare il match è il romano Gianmarco Guidaldi: per lui è derby da sempre, pallanuoto e calcio, rivalità profonda, nel più sano spirito sportivo.

Lazio, una squadra rinnovata. “Sotto tanti aspetti, hanno cambiato il tecnico e tutta la linea centrale, la loro qualità è tanta”.

Come gioca? “Credo che Antonio Vittorioso, con il quale ho anche avuto il piacere di giocare si affiderà tanto alle indicazioni degli allenatori che ha avuto, tra cui Formiconi, l’ultimo in ordine di tempo. A proposito mi fa piacere per Antonio che sia su una panchina, non mi fa piacere che su nessuna panchina ci sia Pierluigi, un tecnico che ha una conoscenza di questo sport enorme e che dice sempre quello che pensa, merce rarissima. Tornando alla Lazio è una squadra intelligente, con giocatori capaci, tra cui il mio grandissimo amico Daniele Giorgi, che spero vivamente non sia tra i migliori. Con Vittorioso invece esordii nella Roma: io giovane ed emozionatissimo, prima del riscaldamento mi regalò un Kinder Bueno, da allora non ho più smesso di mangiarlo”.

La classifica è reale? “Sì. Hanno guadagnato un punto inaspettato con l’Acquachiara, inciampato con il Sori, e anche se perso, non demeritato con Recco e Brescia. Noi abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare negli scontri diretti, Sori e Trieste, dato filo da torcere alla Pro Recco, se con l’Acquachiara avessimo limato qualcosa, avremmo potuto risucchiate qualche punto. Ci sta e facciamo tesoro degli errori”.

Quindi, sabato? “Abbiamo necessità di capire di che pasta siamo fatti. Giochiamo in casa, facciamo valere il fattore campo, dimostriamo di essere maturi, centriamo i nostri obiettivi, abbiamo l’obbligo di migliorarci e tutto passa da queste partite. Con la nuova formula se arriviamo ottavi ci fermiamo, non ci sono appelli. Il Bogliasco ha tanto cuore e lo ha dimostrato in questi anni, non molla mai, una squadra coriacea”.

Per te sfide incrociate… “Prima di andare via ho sempre e solo giocato nella Roma, ricordo ogni partita, in particolare lo scudetto allievi nel 2001. Foro Italico strapieno, finale secca, vincemmo noi. Sono sempre stati derby infuocati, calcio compreso”.

Tu sei in grande forma. “Così dicono, lascio giudicare agli altri. Mi fa felice perché i complimenti fanno piacere, qualcuno mi vorrebbe in Nazionale, io penso a lavorare sempre forte, cercando di migliorarmi e se dovesse essere, ben venga”.

E tu non ti giudichi? “Molto spesso ma il miglior salvagente è impegnarsi al massimo in allenamento, solo così il sabato non si possono avere recriminazioni, per me è fondamentale la settimana di lavoro, non è un’equazione perfetta ma è un atteggiamento fondamentale, quello che cerco di insegnare ai nostri giovani”.

Venerdì scorso a Sori è andato in scena uno spettacolo. “Vanno ringraziati gli Irriducibili, numerosi ed in corteo, la Nuova Guardia per la loro coreografia, il comportamento di entrambi, impegnati a sostenere la propria squadra senza insulti ed offese. Non capita spesso e come giocatore vorrei fosse così ogni sabato ma al momento purtroppo è ancora utopia”.