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Belli anche da malati, a Genova congresso su “La medicina estetica in oncologia”

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Genova. Si può essere belli anche da malati. Per affrontare il tumore con energia e fiducia è fondamentale sentirsi a proprio agio, nonostante il corpo aggredito dalla malattia. Risolvere o almeno ridurre gli effetti delle cure, come i gravi danni cutanei o la traumatizzante caduta dei capelli, non è un frivolo capriccio, ma una vera terapia.

In che modo la Medicina estetica può aiutare i pazienti oncologici è il tema del terzo Congresso nazionale GIST, che si svolgerà sabato 24 ottobre a Genova, al Palazzo della Meridiana.

Il GIST, Gruppo italiano di studio sulle tecnologie, è nato, dieci anni fa, tra medici specializzati in medicina estetica, dermatologia e chirurgia plastica, con l’obiettivo del continuo confronto sulle più avanzate tecnologie e scambio di esperienze per migliorare le proprie capacità professionali.

Il Congresso è patrocinato dal Festival della Scienza che, quest’anno, ha come filo conduttore l’equilibrio. Ed è all’equilibrio che si ispira la medicina estetica: nata in Francia negli anni Settanta dall’intuizione che l’uomo è sano quando è in armonia con il proprio aspetto fisico e mentale. Lo scopo della medicina estetica è ottimizzare l’equilibrio psicofisico individuale, mentre il compito è capire il ruolo dei diversi sistemi che assicurano l’equilibrio psicofisico e correggere gli squilibri che possono portare da una situazione di benessere a uno stato patologico.

Presidente del Congresso è la dottoressa Tiziana Lazzari. Presidente deI GIST il dott. Bruno Bovani, mentre il Comitato Scientifico è composto dai dottori Enis Agolli, Alessandro Casadei, Rossana Castellana, Patrizia Matano e Luigi Pietro Zollino.

“Tema centrale dei lavori – spiega Tiziana Lazzari – è definire come il medico estetico possa diventare una figura centrale nell’aiutare una paziente oncologica ad affrontare e sconfiggere la malattia. La medicina estetica “oncologica” trova spazio in tutto l’iter terapeutico con finalità diverse: dalla prevenzione, al trattamento dei danni della terapia antineoplastica, all’aiuto in fase avanzata-terminale, sempre e soltanto per la salvaguardia della migliore qualità di vita possibile”.

“Molti pazienti, già turbati dalla diagnosi, cercano nel loro aspetto fisico i segni del male che li ha aggrediti, con il rischio di sprofondare nella depressione e nello sconforto. La percezione di sé, davanti al giudizio impietoso dello specchio, troppe volte è vissuta con sofferenza. È dunque importante trovare soluzioni che permettano di aumentare le energie e la volontà indispensabili per reagire alla malattia. L’aspetto fisico minaccia di condannare al volontario isolamento il malato, deciso a rinunciare al rapporto con gli altri. «Non voglio che mi vedano in questo stato”, ripetono le pazienti, provate dagli effetti collaterali delle terapie oncologiche: caduta di capelli, ciglia, sopracciglia, radiodermiti, colorito spento. Tutti segni che rendono la patologia neoplastica ancora più dura da sopportare. Il cambiamento fisico rischia di essere vissuto come perdita di identità. Il medico estetico può aiutare a superare il disagio, suggerendo che cosa fare per continuare a sentirsi se stessi.

I lavori congressuali saranno preceduti nella giornata di venerdì 23 ottobre, sempre al Palazzo della Meridiana, da una tavola rotonda che vuole essere un confronto interdisciplinare e innovativo sui rapporti tra medicina estetica e oncologia.

Si riuniranno intorno allo stesso tavolo il chirurgo demolitore, l’oncologo, il radioterapista, il chirurgo ricostruttore, il medico estetico, lo psicologo per cercare di individuare delle linee guida comuni sul percorso più sicuro da suggerire al paziente e la definizione di protocolli condivisi con una continua azione di vigilanza per prevenire effetti collaterali.

I danni da chemio e radioterapia sulla pelle non possono essere evitati, ma un intervento mirato può contenere gli effetti indesiderati. Minor accettazione per i pazienti riguarda la perdita di ciglia e sopracciglia: gli interventi estetici spaziano dalle tecniche di trucco e camouflage, fino al tatuaggio semipermanente e permanente. Nell’ambito del Congresso GIST, venerdì 23 ottobre, ci sarà un open day dedicato all’incontro con le pazienti oncologiche, con dimostrazione pratica di camouflage, con la partecipazione di Donatella Ferrari, national face designer del settore beauty di Giorgio Armani.

Un ambulatorio gratuito di medicina estetica per i malati oncologici sarà il generoso frutto del terzo Congresso nazionale GIST, d’intesa con la Lega Italiana per la lotta ai tumori.

Una volta al mese i medici GIST apriranno le porte dei loro ambulatori, distribuiti su tutto il territorio nazionale, per mettere a disposizione dei pazienti che stanno combattendo o hanno vinto la loro battaglia contro il tumore una consulenza e un trattamento gratuiti, finalizzati a recuperare dignità e bellezza.

Una brochure, distribuita nei centri LILT, illustrerà come la medicina estetica possa aiutare i pazienti oncologici per una vera e propria “remise en forme” dopo le terapie.