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Alluvione 2011, Gabutti: “Scrissi il falso su presenza volontario sul Fereggiano, volevo evitare un danno ad associazioni”

L'ex referente dei volontari in aula: "Poco prima di mezzogiorno arrivò un vigile a dire che il Fereggiano stava per uscire, lo sapevano tutti"

Genova. “Prima l’assessore Scidone in prefettura, poi il dottor Delponte quando ritornammo al Coc mi chiesero ripetutamente con una sorta di domanda retorica ‘E’ vero che prima era tutto a posto e poi è successo tutto all’improvviso’. In qualche modo, senza dirlo apertamente, mi fecero capire che dire che il volontario non era lì avrebbe fatto fare una pessima figura a tutto il mondo delle associazioni”.

Non parla di minacce, né di richieste esplicite Roberto Gabutti, responsabile dei volontari durante l’alluvione del 4 novembre 2011, accusato di falso per aver compilato il bollettino di protezione civile scrivendo che il volontario Andrea Mangini alle 12 aveva comunicato che il livello del Fereggiano era “alla base della riga gialla” e che dieci minuti sarebbe stato improvvisamente quasi travolto dall’esondazione. Esondazione che arriverà invece solo intorno alle 12.45. E’ questo il falso che finisce nel verbale ufficiale e viene poi inviato anche alla procura della repubblica e che con Gabutti inguaia anche l’ex assessore alla protezione civile Francesco Scidone, l’ex sindaco Marta Vincenzi e i dirigenti comunali Pierpaolo Cha, Sandro Gambelli e Gianfranco Delponte, tutti (tranne Gabutti, accusato invece di calunnia nei confronti del volontario Andrea Mangini) a processo anche per omicidio colposo.

Ho scritto io il falso rispetto alla situazione del Fereggiano perché, dopo quanto mi avevano detto più volte Scidone e Delponte, temevo per la figura che avrebbero fatto le associazioni di volontariato se avessi fatto risultare che una delle mie associazioni di riferimento non mi aveva dato la lettura”. Spiega così il falso Gabutti, ma precisa anche che “il comitato sapeva benissimo della situazione del Fereggiano visto che un vigile uscì dalla stanza alle poco prima delle 12 dicendo che il fereggiano era ai livelli dei muretti e tutti quelli che erano lì avevano sentito”.

Difende i ‘suoi’ volontari Gabutti, precisando più volte in aula che “la convenzione prevedeva principalmente che i volontari dovessero occuparsi dell’assistenza e del soccorso alle persone e sono come compito secondario era previsto il monitoraggio dei rivi”. Vero è che il volontario Mangini, nonostante la procedura in caso di pioggia insistente in allerta 2, prevedesse che il livello fosse monitorato ogni ora, sul Fereggiano non c’era da ore.

Gabutti riceve una telefonata dal volontario Mangini poco prima delle 12, ma quest’ultimo si trova sul Bisagno (il secondo punto che che era stato assegnato insieme al Fereggiano all’associazione dei volontari di Montoggio) a livello di Borgo Incrociati: comunica i dati, non preoccupanti e riattacca. Da li a poco arriva nella sala del Coc la comunicazione da parte di un funzionario della municipale che dice che ‘il Fereggiano è ai Muretti’.

A quel punto Scidone e Delponte dicono a Gabutti: “Abbiamo qualcuno sul Fereggiano?”. “Io risposi di no e scidone mi disse di mandarcelo”. Gabutti richiama Mangini, ma a quel punto il volontario non riuscirà più a tornare sul Fereggiano: “La presenza del volontario sul Fereggiano a quel punto era inutile – dice in aula Gabutti – perché le informazioni erano già circolate ma io mi limitai ad obbedire a un ordine. Facevo quel che mi dicevano, noi non avevamo nessun potere decisionale”