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Torino-Sampdoria, fra presente e passato… risultati

I blucerchiati vogliono continuare la serie positiva di risultati

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Genova. Non sono sempre “rose e fiori” in casa del Torino… ero un bimbo quando Nestor Combin, centravanti argentino naturalizzato francese, ha maramaldeggiato con la Samp di Fulvio Bernardini, neo promossa in Serie A… 4-2 per il Toro, con una tripletta del bomber con la faccia da pugile (notevole la sua somiglianza a Carlos Monzon, il boxeur che stroncò la carriera di Nino Benvenuti).

Un incontro passato alla storia, in quanto ultima partita della “farfalla granata”, Gigi Meroni, quella stessa sera travolto da un’auto mentre attraversava una strada del centro piemontese… destino crudele per un artista del foot ball, il clone italiano di George Best, l’ala destra che per il talento espresso in campo con la maglia dei “Red Devils” del Manchester United venne definito, dai cronisti di allora, il “quinto Beatle”.

Ma al Comunale di Torino non è impossibile vincere… la Samp ci è riuscita diciotto mesi fa, con un secco 0-2- rifilato ai granata da Okaka (primo goal in blucerchiato) e Gabbiadini… che ora non vestono più “la maglia più bella del mondo”, che però fa la sua bella figura sulle spalle di Eder e Muriel, due frecce che potrebbero castigare la difesa di Giampiero Ventura, il tecnico di Cornigliano, tifoso della Samp, il cui unico “flop” lo ha vissuto proprio sulla panchina del Doria, quando nel ‘99/2000, per un punto, ha fallito la risalita in Serie A, dopo un campionato condotto sempre in testa… una ferita ancora aperta per il mister, ma anche per i tifosi…

Gli altri ex ? Nessuno fra i blucerchiati, mentre sull’altra sponda, ecco Daniele Padelli (cui però mai è stata concessa la possibilità di dimostrare il suo valore, nonostante i tanti anni di tesseramento, con tanti prestiti dopo l’esperienza in Primavera), l’altro portiere, Luca Castellazzi (fra i pali della Samp per cinque anni, anche durante i rigori della finale di Coppa Italia, persa contro la Lazio nel maggio 2009), Afriyie Acquah (un mistero i motivi del mancato riscatto dall’Hoffenheim), Maxi Lopez (un posto in bacheca riservato al suo goal nel derby nel febbraio del 2014), Fabio Quagliarella (lanciato nel “calcio che conta” da Walter Novellino, fino a diventare l’attaccante dal goal “o famo strano” per l’imprevedibilità dei suoi tiri a rete e poi grande rimpianto “marottiano” per averne perso la comproprietà alle buste con l’Udinese).

Le formazioni di domenica prossima ?

Assenti Maksimovic e Avelar (in dubbio Moretti), il Toro potrebbe scendere in campo con questo 3-5-2: Padelli; Bovo, Glik, Moretti; Bruno Peres, Baselli, Vives, Acquah, Molinaro; Quagliarella, Belotti, con in panchina: Ichazo, Castellazzi, Gaston Silva, Jansson, Zappacosta, Prcic, Obi, Benassi, Martinez, Maxi Lopez, Amauri, mentre “Coach Z”, oltre ai lunghi degenti De Silvestri e Coda, dovrà fare a meno di Mattia Cassani, per cui è quasi d’obbligo la conferma del diciassettenne Pedro Pereira (salvo dare spazio al Lazaros Christodoulopouos, provato in settimana, contro il Savona, nella posizione di esterno basso), mentre quella del “bratislavo” David Ivan sarebbe una scelta tecnica del mister, visto che per completare l’undici potrebbe ricorrere, oltre che a capitan Palombo, al neo acquisto Carlos Carbonero, nonché allo stesso greco dal cognome impronuncialbile, senza contare la possibilità di “osare” un Correa dietro alle punte… col rischio però di risultare troppo sbilanciati in avanti nella “tana della bestia nera granata”.

Presumibilmente, quindi, vedremo in campo questo 4-3-1-2, con caratteristiche più difensive: Viviano; Pereira, Silvestre, Moisander, Regini; Ivan, Fernando, Barreto; Soriano; Eder, Muriel. In panchina: Puggioni, Brignoli, Zukanovic, Mesbah, Palombo, Rocca, Carbonero, Christodoulopoulos, Correa, Cassano, Rodriguez, Bonazzoli.

Se poi vogliamo tuffarci ancora un po’ nel passato, possiamo immaginarci un ingresso in campo di Antonio Cassano nell’ultimo spezzone di gara e vederlo confezionare un assist come quello fornito a Paolo Sammarco nell’ultima apparizione di “Peter Pan”, in maglia blucerchiata, nella Torino granata nel marzo 2009 e magari un colpo da biliardo concluso in rete, come in quella vittoriosa trasferta (di Pazzini il terzo, alzi il primo)