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Processo nel 2016 per gli assenteisti del Comune di Genova, svelata la tecnica con cui agivano

Genova. Si facevano timbrare il cartellino da chi restava al lavoro, in modo da poter uscire indisturbati senza che risultasse al software.

Era questa la prassi, secondo l’accusa, di quattro impiegati comunali nel Centro Diurno di piazza De Ferrari, rinviati a giudizio dal gup Carla Pastorini con l’accusa di truffa aggravata a danno del Comune di Genova e falsa attestazione circa la loro presenza sul posto di lavoro.

Il processo è fissato a gennaio 2016. Gli imputati sono Maria Floriana Ambrosetti di 58 anni, Lucio Salvatore De Murtas, 61 anni, Rossana Magri, 57 anni e Maurizio Goffredo Pastorino, 59 anni.

Avrebbero lavorato quasi meno della metà delle ore effettivamente segnate e, di conseguenza, pagate dal Comune. Le indagini hanno riguardato il periodo dal 15 novembre 2014 al 13 gennaio scorso.

In questi due mesi sarebbe di circa 280 il totale delle ore non lavorate dai quattro dipendenti. Dalle riprese delle telecamere all’interno del Diurno e dagli appostamenti della polizia giudiziaria coordinata dal pm Federico Manotti, era emerso quanto accadeva. Il Comune aveva chiesto di costituirsi parte civile ma per un vizio formale il gup ha respinto la richiesta.