Per sfuggire ai carabinieri si tuffa in mare: genovese "braccato" e arrestato - Genova 24
In fuga

Per sfuggire ai carabinieri si tuffa in mare: genovese “braccato” e arrestato fotogallery

Il 40enne sarebbe stato protagonista di una notte movimentata sul litorale pietrese

Loano. Operazione della Guardia Costiera e dei carabinieri nel tratto di mare antistante il B-Fly di Loano, per recuperare un uomo che questa mattina si è lanciato in acqua per sfuggire alla cattura da parte dei militari.

L’uomo, un genovese di circa 40 anni, secondo le prime informazioni, sarebbe stato protagonista di una notte movimentata sul litorale pietrese: nelle ore notturne si è messo ad urlare dalla spiaggia alle navi di passaggio, poi nella prima mattinata ha infastidito due pescatori, arrivando a danneggiare le canne da pesca. Notato in uno stato di escandescenza, sono stati chiamati i carabinieri, ma alla vista dei militari l’uomo ha deciso di scappare lanciandosi in mare.

Immediatamente sono scattate le operazioni per ritrovarlo, e qualche minuto dopo le 9 una motovedetta della Guardia Costiera è riuscita a farlo tornare sulla battigia, anche grazie all’aiuto di un nuotatore presente per caso nella zona: il ragazzo si è lanciato in mare per seguire il 40enne, che è rimasto per oltre un’ora in mare aperto, prima che la Capitaneria di Porto lo costringesse a rientrare a Loano, all’altezza del Circolo Nautico.

Alessandro Aicardi, che immediatamente si è prodigato per le forze dell’ordine inseguendo a nuoto il fuggitivo e costringendolo con la sua presenza nella direzione voluta da militari e Guardia Costiera. Sul posto è giunta anche un’ambulanza della Croce Rossa di Loano, che ha provveduto a portare l’uomo all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure.

Ancora da chiarire le reali cause della fuga in acqua da parte del 40enne genovese: forse gli schiamazzi notturni dalla spiaggia e i danneggiamenti nei confronti dei due pescatori, ma non sono escluse anche ragioni familiari: secondo le testimonianze l’uomo durante la propria fuga gridava frasi rabbiose e appariva in evidente stato di alterazione.

Ora, presso il nosocomio pietrese sono in corso accertamenti medici sullo status psico-fisico dell’uomo che, al momento non è stato ancora identificato in quanto si è spogliato in mare durante le fasi della rocambolesca fuga, quindi privo di documenti.

Stando a quanto appreso, infatti, a carabinieri e Guardia Costiera avrebbe fornito diversi nominativi. In attesa dei riscontri medici sul 40enne genovese l’uomo si trova in stato di fermo e la sua posizione è ancora al vaglio degli investigatori.