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Lettere al direttore

Manifestazione antifascista a Sturla: la posizione del Pcl genovese

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Sabato 26 Settembre la Genova antifascista è scesa in piazza a Sturla per rispondere all’arroganza di Forza Nuova che, nel silenzio delle forze democratiche e delle giunte e con la protezione di centinaia di poliziotti e carabinieri in tenuta antisommossa, ha inaugurato il suo covo.

In quel corteo oltre 500 persone che non hanno delegato a nessuno la presa di posizione su un tale sfregio. Compagni e attivisti, occupanti di case e studenti, lavoratori e migranti, comunisti, anarchici, autonomi, antagonisti sono scesi in corteo per ribadire in strada che non verrà lasciato nessuno spazio e nessuna agibilità a fascisti e razzisti: siano essi di Forza Nuova, CasaPound, Lega Nord.

Molti gli elementi base su cui si è sviluppata la dialettica di quella giornata e la sua prospettiva:
La volontà di smascherare l’ipocrisia dell’ “antifascismo democratico” e istituzionale, legato a rituali svuotati di significato e concretezza per una semplice commemorazione di un tempo passato annacquato da revisionismi di ogni sorta. Capace di produrre flash mob asettici e di pura testimonianza salvo poi chiudere le saracinesche dell’ANPI di Via Isonzo o non presentarsi al corteo cittadino che voleva prendere una posizione chiara: i fascisti a Genova non aprono.
La capacità di mettere in evidenza che qualsiasi cosa facciano i fascisti, qualsiasi sede possano riuscire ad aprire, per potersi difendere dalla reazione di chi lotta e di chi vive quella città, hanno bisogno della protezione del braccio armato dello Stato. Da soli possono solo praticare agguati e scorribande, sempre coperti dalle Questure.
La necessità di ricostruire un antifascismo militante e di lotta. Un antifascismo concretizzato nelle lotte sociali e politiche, nei luoghi di lavoro contro lo sfruttamento e il JobsAct, nelle scuole contro la privatizzazione e la gerarchizzazione imprenditoriale, nei quartieri popolari contro il razzismo e la repressione, nella lotta sulla casa per tutti e tutte senza distinzione di nazionalità, nelle lotte dei profughi e degli immigrati per l’abbattimento delle frontiere, nella lotta contro il capitale e l’imperialismo. Antifascismo è anticapitalismo.
La costruzione di un abbozzo di percorso per strutturare un intervento antifascista e antirazzista condiviso e coordinato per un intervento concreto nelle lotte nella scuola e nei quartieri popolari partendo dalla casa.
In questa prospettiva infatti è stata convocata un’assemblea pubblica l’ 11 Ottobre 2015 alle ore 18:00 in Piazza Commenda di Pré.

Tutti elementi che noi del PCL consideriamo positivi anche se molti sono ancora i nodi da affrontare e sciogliere. Non per nulla i nostri e le nostre militanti erano presenti a quel corteo per ribadire che i fascisti non possono aprire i loro covi e che le targhe a militanti fascisti come Ugo Venturini, capo dell’apparato militare dell’MSI nel 1970, non vengono issate in questa città (anche se legittimate dalla sinistra riformista), senza che gli sfruttati e i rivoluzionari non si rivoltino e gli diano battaglia.
La lotta al fascismo è per noi la lotta ad uno strumento che si da il capitale e la borghesia per difendere il proprio sistema di sfruttamento. La lotta al fascismo è e rimane una parte della lotta al capitalismo, per il suo abbattimento e per l’abbattimento di ogni confine e ogni frontiera.

Partio Comunista dei Lavoratori – Genova