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La Rari Nantes Bogliasco dà il benvenuto ad Ives Gonzales Alonso

Bogliasco. Da San Paolo a Bogliasco passando per Milano: 15 ore di volo, tre scali, poi l’arrivo a Malpensa dove Ives Gonzales Alonso e signora hanno trovato una delegazione della Rari Nantes Bogliasco ad attenderli.

Domenica è terminato il campionato brasiliano, martedì sera l’arrivo nel Golfo Paradiso, mercoledì il primo assaggio della “Gianni Vassallo”, prima palestra, poi acqua; quasi subito si gioca, amichevole interna.

Ives arriva già tirato a lucido: dopo aver giocato a Kazan e aver dato il suo contributo al proprio club carioca, comincia l’avventura italiana, per scrivere un pezzo di storia della Rariazzurra, nella stagione 2015/16.

Lo accolgono il presidente Claudio Gavazzi, il ds Gianni Fossati, il tecnico Daniele Bettini, i suoi compagni, ma in piscina lo salutano già tutti.

E’ nato a Cuba, Cienfuegos, ha cominciato a giocare a pallanuoto che aveva 9 anni; per amore, si è trasferito a San Paolo, dove ha sposato Luana. Alto, ben piazzato, centroboa, un sorriso aperto e allegro, gli occhi curiosi e profondi.

Finalmente sei arrivato. “Sono molto contento di essere qui, e sono pronto”.

Perché alla Rari Nantes Bogliasco? “Mi ha parlato di questa società Leonardo Sottani, mi ha fatto capire dove sarei venuto, mi ha aiutato e ora sono qui”.

Cosa conosci della pallanuoto italiana? “Tutto quello che di positivo ci può essere ed io voglio imparare il più possibile”.

Quest’anno il campionato di Serie A1 gioca al ritmo do samba. “Siamo in tanti, per noi è importante in previsione delle Olimpiadi di Rio, il livello è alto, la preparazione forte e spalmata nel tempo. Per un brasiliano l’Italia è un modello di riferimento per la pallanuoto. Il primo a parlarne con grande considerazione è proprio il ct della nazionale Ratko Rudic”.

Qual è il tuo obiettivo? “Fare il possibile per aiutare il Bogliasco e migliorare”.

Arrivi dalla metropoli più abitata a livello globale, 11.253.503 abitanti, a Bogliasco che ne fa circa 4.500. “Mi piace, il mare mi fa sentire a casa. E’ stato un passo importante, anche per mia moglie che sta studiando anestesia, frequenterà uno stage all’Ospedale Gaslini”.

Hai cominciato a giocare che eri un bambino. “A Cuba c’è sempre stata una grande attenzione per cultura e sport, la formazione completa è un principio fondamentale”.

Soddisfatto del nuovo dialogo con gli Stati Uniti? “Sì, penso che sia positivo per gli equilibri del mondo”.

Saluta tutti i bogliaschini. “Vorrei dire grazie, sono molto contento e vorrei poter fare presto parte di questa meravigliosa famiglia”.