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La giunta regionale approva una misura che consentirà di concludere il Puc di Genova

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Genova. È stato approvato oggi dalla giunta regionale, su proposta dell’assessore all’urbanistica Marco Scajola, la prima delle due delibere necessarie per consentire al Comune di Genova di portare a conclusione l’approvazione del Puc, il piano urbanistico comunale. La delibera è una misura di semplificazione burocratica che riguarda il piano territoriale di coordinamento degli insediamenti produttivi dell’area centrale ligure nel distretto di Sestri Ponente.

Le modifiche richieste dal Comune riguardano 7 aree di intervento che il Comune chiede vengano disciplinate solo dal Puc comunale, superando il doppio regime normativo Regione e Comune. Le aree in questione sono quelle degli ex depositi petroliferi a monte dell’abitato di Pegli/Multedo (Fondega sud), i depositi petrolchimici di Carmagnani e Superba (Litorale di Multedo), le aree dello stabilimento di Fincantieri a Sestri Ponente a monte della Ferrovia (cantieri navali), il porticciolo della Marina di Sestri Ponente, il parco scientifico e tecnologico degli Erzelli, nelle aree da mantenere ad uso agricolo (separate dal parco), il polo siderurgico di Cornigliano (a monte della ferrovia) e nel plesso di Villa Bombrini e gli ex depositi petroliferi di Campi di corso Perrone.

La giunta regionale ha inoltre accolto le richieste del Comune di Genova di aggiornamento del piano paesaggistico regionale nelle località di Crevari, San Biagio e Scarpino per conformarle al reale stato dei luoghi a uso urbano e di servizi. A questo punto le varianti dovranno essere sottoposte all’approvazione, entro 30 giorni, del consiglio regionale per consentire la conclusione del procedimento nei termini stabiliti, entro l’inizio di novembre. “Con questa prima approvazione riguardanti il Puc del Comune di Genova – spiega Scajola – abbaimo fatto in modo che il Comune di Genova abbia finalmente il suo piano urbanistico, recependo le richieste che ci hanno fatto nell’ottica di un chiarimento delle competenze e di una semplificazione del regime normativo”.