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Ipotesi Chiavari in testa. Depuratore del Tigullio, il giorno del verdetto

Impianto unico oppure due? Zona Colmata a Chiavari o no? La decisione ai sindaci

Si vota a Genova, le ripercussioni si avvertiranno in tutto il Tigullio. Un impianto unico oppure due? E ancora: Chiavari sì o no? Saranno questo pomeriggio i 67 sindaci a porre la parola fine sulla vicenda del depuratore comprensoriale, necessario eppure al centro di numerose tensioni.

La scelta considerata dai tecnici economicamente più vantaggiosa è quella di un’unica grande struttura a Chiavari, su un’area pubblica, già disponibile e accessibile ai mezzi pesanti. Una ipotesi ritenuta inaccettabile dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Roberto Levaggi, che ha minacciato le dimissioni da consigliere metropolitano. “Noi – ha spiegato – abbiamo già un depuratore, datato ma funzionante e omologato fino al 2025. Siamo assolutamente contrari ad un’eventuale ipotesi sulla nostra area di colmata, che rappresenta lo sviluppo economico e turistico per tutto il comprensorio visto che abbiamo un progetto che prevede centri direzionali e impianti sportivi. Sarebbe anche sbagliato fare una condotta di 10 chilometri per portare i reflui dalla Val Petronio e dal bacino dell’Entella”.

Dopo numerosi rinvii è però il momento delle scelte, anche perché su tutti incombe la Regione: se non verrà presa una decisione entro il 30 settembre l’Ato sarà commissariato. Nello stesso giorno, si entrerebbe in infrazione europea per la mancanza di un impianto a Sestri Levante e a Lavagna. La conseguenza sarebbe quella di un incremento delle tariffe per tutti i Comuni dell’Ato.