Studi e dati

Inceneritore, i comitati con Toti: “Inutile e dannoso, ecco perché in Liguria non serve”

"Negli ultimi 15 anni ci siano stati 200 decessi attribuibili all'inceneritore di Vercelli"

Genova. I comitati e le associazioni liguri che hanno presentato la legge di iniziativa popolare “Rifiuti Zero”, attualmente in discussione alla Camera, appoggiano la decisione del Governatore Toti di opporsi al Decreto 35 “Sblocca Italia”, che vuole imporre alla Liguria un inceneritore da 210.000 tonnellate all’anno.

I rappresentati dei comitati, che stamattina hanno dato vita a un presidio davanti alla Regione, chiedono un audizione a Toti per illustrargli le note tecniche redatte da un gruppo di esperti che evidenziano gli errori e le omissioni alla base dei calcoli che dovrebbero giustificare il decreto.

“Non hanno fondamento le motivazioni alla base del decreto, ovvero quelle di evitare le sanzioni per mancato rispetto della Direttiva UE che obbliga al pretrattamento dei rifiuti da conferire in discarica. Il pretrattamento a freddo dei rifiuti indifferenziati, con Trattamenti Meccanico Biologici, senza nessuna forma di combustione, è una risposta assolutamente adeguata al rispetto degli obblighi ed ampiamente previsti nel Piano Regionale per la gestione dei rifiuti prodotti in Liguria”, spiega Mauro Solari.

Il numero di inceneritori da realizzare è stato calcolato nel decreto, in base a dati inconsistenti, quali la costante produzione di rifiuti nei prossimi anni. In realtà, le statistiche nazionali segnalano una costante riduzione della produzione di rifiuti che, in Liguria è passata da 1.003.659 tonnellate del 2010, alle 913.452 tonnellate del 2014 – dichiara Federico Valerio – Ancora più marcata la riduzione della quantità di rifiuti liguri da inviare a smaltimento, a causa della crescita, anche se a rilento, della raccolta differenziata: 737.355 tonnellate inviate a discarica nel 2010, contro 585.544 tonnellate da smaltire nel 2014. La necessità di nuovi inceneritori è stata calcolata anche in base ad un’ altra ipotesi non corretta, quella che la raccolta differenziata si fermasse al 65%”.

In Italia sono numerosi i Comuni che, grazie al Porta a Porta, possono certificare percentuali di raccolta differenziata di buona qualità, superiori al 70%. Ad esempio, in Liguria, nel 2014, dieci comuni, con il passaggio al “porta a porta”, hanno rapidamente superato il 70% di raccolta differenziata.

Infine, i rappresentanti dei comitati spiegano che l’ipotesi di un inceneritore in Liguria, da collocare in aree già compromesse dal punto di vista della qualità dell’aria, con le sue inevitabili emissioni, ridotte da moderni trattamenti fumi, ma tutt’altro che trascurabili, è in aperto contrasto con gli obiettivi di risanamento dell’aria, previsti dalla Legge 155/10 e dai piani regionali per il risanamento dell’aria.

A dimostrarlo sono gli studi. “L’ultimo in ordine di tempo, è quello pubblicato dall’Arpa Piemonte – spiega l’epidemiologo Valerio Gennaro dell’associazione Medici per l’ambiente – ed è relativo all’inceneritore di Vercelli. Dai dati risulta chiaramente come negli ultimi 15 anni ci siano stati 200 decessi attribuibili a quell’impianto, con un tasso di mortalità del 16% circa in più rispetto alle aree dove l’inquinamento dell’inceneritore non arriva“.

Pertanto nell’incontro, oltre a respingere il decreto, i comitati inviteranno Toti ad accelerare la realizzazione del Piano Regionale, favorendo la raccolta Porta a Porta in tutti i comuni liguri, le scelte di riduzione alla fonte, già previste dal piano regionale e la realizzazione dei Trattamenti Meccanico Biologici per la frazione indifferenziata che dovranno, come previsto anche dal piano industriale di Amiu, essere delle vere e proprie “fabbriche dei materiali”, ossia impianti di trattamento a freddo, in grado di realizzare un ulteriore recupero di materiali da immettere in nuovi cicli produttivi.

“Se la Giunta Regionale lo vorrà, questi obiettivi potranno essere raggiunti in meno di cinque anni, tanti quanti ci sarebbero voluti per fare entrare in servizio l’inceneritore che il Governo Renzi ci vorrebbe imporre – commenta il portavoce dei Verdi genovesi, Angelo Spanò – il cambiamento di rotta della giunta Toti ci fa piacere, anche se probabilmente potrebbe essere dettato dalla paura di perdere voti alle prossime elezioni amministrative che si terranno prima a Savona e poi a Genova”.