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Per 4 anni

Ilva, firmato l’accordo: contratti di solidarietà a rotazione per 800 lavoratori

Nuovi ammortizzatori dal primo ottobre. Venerdì assemblea in fabbrica per sancire accordo

corteo ilva

Genova. Azienda e sindacati hanno firmato oggi il rinnovo dei contratti di solidarietà per i 1635 dipendenti dell’Ilva di Cornigliano per i quali a fine mese sarebbe scaduto il periodo di cassa integrazione. L’accordo vale per i prossimi 4 anni e coinvolgerà 800 dipendenti ma le ore saranno ‘spalmate’ su tutti i lavoratori dell’Ilva in modo da garantire equità e continuità di reddito per tutti.

“Non pensavamo di firmare già oggi – dice il segretario genovese della Fiom Bruno Manganaro – ma proprio in queste ore i tecnici del ministero del Lavoro stanno preparando il provvedimento attuativo della riforma degli ammortizzatori sociali e se avessimo rinviato la firma avremmo rischiato di avere i contratti di solidarietà solo per 3 anni o addirittura per due”.

Obbiettivo raggiunto comunque secondo i sindacati: “Abbiamo ottenuto che la solidarietà coinvolga a rotazione tutti i dipendenti, dall’impiegato all’operaio, da domani le rsu saranno al lavoro per studiare come effettuare la rotazione”.

Domani sera la prima assemblea in fabbrica per il turno di notte, poi venerdì mattina assemblea generale dello stabilimento che, a meno di sorprese, sancirà la l’accordo firmato oggi.

“La cassa integrazione fino a oggi ha riguardato da un minimo di 680 e un massimo di 735 dipendenti, l’accordo di oggi prevede un numero leggermente più elevato, ma visto il quadro che l’azienda ci ha dipinto il risultato ottenuto è più che soddisfacente”.

A preoccupare, nonostante la riapertura dell’altoforno uno e l’attuazione dell’80% dell’Aia è sopratutto la mancanza di liquidità dovuta al blocco nelle banche svizzere di un miliardo e 200 milioni di euro di cui era stato chiesto il dissequestro: “Quei soldi non arriveranno – dice Manganaro – e questo blocca anche la costituzione della newco. E l’azienda dopo quanto accaduto in questi ultimi anni deve trovare nuovi clienti e convincerli a fidarsi”. In questo quadro la firma dell’intesa rappresenta quindi per i lavoratori genovesi una boccata di ossigeno in vista di un futuro tutto da scrivere