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Il Cannone di Paganini “ambasciatore” della cultura italiana ad Expo: primo concerto dopo il restauro foto

Il restauro ha riportato lo strumento al suo aspetto e alle sue funzionerà originarie. A suonarlo sarà il primo violino della Scala

Genova. Le note del ‘Cannone’, il celebre violino appartenuto a Niccolò Paganini, risuoneranno tra i padiglioni di Expo 2015. L’appuntamento è per lunedì 14 settembre nell’ambito della settimana dedicata alla Liguria. A far vibrare le corde del celebre violino sarà Laura Marzadori, primo violino alla Scala di Milano.

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“Quest’iniziativa – spiega l’assessore regionale alla Cultura Ilaria Cavo – nasce dall’ambizione di trovare un emblema che unisse la cultura ligure e quella lombarda e il violino di Paganini è stato una scelta quasi naturale in quanto era suonato da un grande musicista genovese ma è stato realizzato dai liutai cremonesi. Lunedì tornerà a casa per essere suonato da una grandissima violinista di soli 26 anni”. Il Cannone che verrà trasferito su un furgone scortato e dotato di una speciale camera di climatizzazione, si muove per la sua prima trasferta dopo dieci anni: “Sarà ambasciatore non solo di Genova e della Liguria ma di tutta la cultura italiana – ha detto l’assessore comunale alla Cultura Carla Sibilla – e come Comune siamo soddisfatti di aver intrapreso questa strada di valorizzazione,partita con il concorso internazionale di violino e che vivrà lunedì a Milano il suo momento più importante”.

Conservato nella sala paganiniana di Palazzo Tursi il Cannone è uno dei più grandi capolavori della liuteria cremonese. Sul suo stato di salute vigila una commissione di esperti. “Sul violino è stato eseguito un importante intervento di restauro – spiega Alberto Giordano, assistente e curatore al Cannone – che lo ha anche riportato all’aspetto e alle funzionalità originali dopo le alterazioni che sullo strumento vennero compiute nel secondo dopoguerra dove per esempio le corde in budello furono sostituite con quelle in acciaio”.

Oggi, grazie al restauro, sul Cannone si può vedere chiaramente il segno lasciato dal mento del grande maestro genovese.Ad introdurre l’appuntamento di lunedì sera saranno il direttore del Teatro Carlo Felice Maurizio Roi, Raffaele Mellace, professore di storia della musica dell’Università degli studi di Genova e Virginia Villa, direttore del Museo del Violino di Cremona.