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Fegino alta ancora senz’acqua, in commissione tutti contro la giunta ‘assente’: “Sindaco mandi autobotti”

Per l'allaccio provvisorio che provocherà costi e sprechi resta il nodo del contratto, i consiglieri: "Se lo intesti Rfi"

Genova. Tutti contro la giunta nella commissione consiliare che questa mattina ha affrontato per la seconda volta la grave situazione degli abitanti di Fegino alta che dalla fine di luglio sono senz’acqua a causa dei lavori del nodo ferroviario che hanno prosciugato la fonte che alimentava l’acquedotto privato del consorzio della Costiera. Così dopo un’intera estate dove alla denuncia dei cittadini non è seguito proprio nulla a causa delle ferie, dal settembre in poi quando le istituzioni si sarebbero prese in carico in problema con riunioni, incontri con RFI, mediterranea delle acque e cittadini, le 73 famiglie sono ancora senz’acqua.

Il geometra di Mediterranea della Acque Gialuigi Cotugno ha spiegato che il tubo dell’acquedotto pubblico è oggi pronto in mezza giornata ad alimentare la vasca principale dell’acquedotto privato. In questo modo circa il 95% delle famiglie potrebbe avere l’acqua sempre che qualcuno firmi il contratto per il contatore.
Il problema è proprio questo: il consorzio non sembra giustamente disposto a intestarsi un contratto per un consumo dell’acqua a prezzo pieno dopo aver subito un danno e sopratutto utilizzando la vasca del loro acquedotto che, prevedendo alcuni troppo pieni, vedrebbe anche uno spreco di acqua che dovrebbero pagare per poi vederla finire nel Polcevera.

Per tutti i consiglieri di commissione intervenuti è RFI che dovrebbe intestarsi il contratto e pagata la fornitura fino al 2019, anno in cui al consorzio della Costiera scadrà la concessione per l’acquedotto. In attesa di dirimere le questioni giuridiche e di responsabilità legali resta il problema di come rifornire di acqua le famiglie. E proprio e soprattutto su questo che i consiglieri si sono scatenati contro una giunta “assente che in queste settimane non è nemmeno riuscita a mandare le autobotti per far fronte a un’emergenza sanitaria” dicono i consiglieri del gruppo misto Anzalone e Caratozzolo. E se l’amministrazione si difende dicendo, tramite l’avvocatura, che per un’ordinanza del sindaco serviva un sopralluogo e un verbale della ASL , il consigliere del M5S Mauro Muscarà replica: “La denuncia al Municipio i cittadini l’hanno fatta il 24 luglio al Municipio, e il Comune da agosto sa di questa situazione. Era il Comune a dover richiedere un intervento della Asl”.

Due settimane abbiamo trattato della questione in Consiglio comunale e il vicesindaco Bernini ha detto che il giorno dopo avrebbero avuto l’acqua e stiamo ancora aspettando” dicono i consiglieri di minoranza all’assessore Porcile, che è venuto in commissione al posto del vicesindaco ma non sembra avere il quadro chiaro della situazione.

E mentre la capogruppo del Pdl Lilli Lauro chiede addirittura che venga sospesa la commissione in attesa di avere una risposta della Asl, il M5S, il consigliere Bruno di Fds e Gian Pastorino di Sel sottolineano come “La Giunta abbia scelto di stare dalla parte dei poteri forti, anziché da quello dei cittadini”.

Così l’ennesima commissione senza risposte si scioglie in attesa che domani in consiglio comunale l’assessore Porcile, dopo aver contattato Rfi, comunichi se gli stessi sono disposti o meno a intestarsi il contratto o se, come come più d’un consigliere ha accennato con fare desolante nel corso della commissione, la politica subordinerà ancora una volta il rispetto dei diritti alla magistratura e gli abitanti di Fegino dovranno fare causa ad Rfi e magari anche al Comune di Genova per il mancato intervento in questi tre mesi.