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Depuratore comprensoriale, Chiesa: “No alla collocazione sulla colmata di Chiavari”

Chiavari. Ezio Chiesa (Liguria Viva) prende posizione in merito alla possibilità che il depuratore unico del Tigullio venga realizzato sulla colmata di Chiavari.

“Sarebbe un caso più unico che raro – spiega Chiesa – in quanto si andrebbe a realizzare un’opera proprio in quella città, la sola del Tigullio orientale, che grazie al depuratore di Preli risponde appieno alle direttive della Comunità Europea in materia di depurazione”.

Lo studio di fattibilità predisposto da Iren sul quale i sindaci della Città Metropolitana di Genova, convocati per il giorno 17 settembre all’Assemblea d’Ambito, saranno chiamati ad esprimersi non esclude altre possibilità.

Lo studio mette a confronto i due impianti, Lavagna e Chiavari, che dovrebbero servire il macrobacino composto da Chiavari, Lavagna, Valfontanabuona e Sestri Levante dal costo rispettivo di euro 67,5milioni Lavagna e 61milioni Chiavari.

Non manca però una soluzione (ai fini infrazione europea) che sembra decisamente percorribile quella di realizzare ben quattro depuratori: Macrobacino Lavagna (Lavagna, Cogorno, Ne Carasco 13,45 milioni di euro), Macrobacino Sestri Levante (Sestri Levante, Casarza, Castiglione Chiavarese 28,5 milioni), Macrobacino Chiavari (Chiavari, Leivi, Zoagli 50% 15milioni) e infine Macrobacino Valfontanabuona 10 milioni.

Le cifre sopraesposte non convincono in quanto negli anni precedenti sono stati presenti altri quattro progetti che prevedevono un costo medio intorno a 58 milioni escludendo Chiavari e i Comuni della Fontanabuona, ma devono essere tenuti in considerazione ulteriori aspetti.

“Non dobbiamo inoltre dimenticarce – prosegue Chiesa – che la Comunità Europea prevede che gli impianti devono essere realizzati tenendo conto dei bacini idrogeografici e possibilmente lontani dalla costa, la scelta non deve essere pertanto fatta solo seguendo un mero calcolo economico”.

Attraverso i fondi Fas 2007/2013 la Regione Liguria aveva stanziato 7,5 milioni di euro per la realizzazione del depuratore dell’Entella.

“Bisogna assicurarsi che tale somma venga riprogrammata con i nuovi Fas 2014/2020 – prosegue Chiesa – per non pesare eccessivamente sugli utenti che già oggi in bolletta pagano i costi della depurazione”.

Il depuratore unico desta perplessità anche per quanto riguarda l’ambiente in quanto verrebbero rilasciate attraverso condotta sottomarina giornalmente 20mila tonellate di acqua depurata, con conseguenti rischi per la fauna e flora marina. Così come nel progetto generale relativo alla colmata di Chiavari non viene chiaramente indicato come avviene la fuoriuscita dei fumi che normalmente avviene attraverso ciminiere. Le nostre coste sono spesso battute da venti provenienti da sud ovest che immancabilmente finirebbero per spingere i funi sulla città.

“Non dobbiamo infine dimenticare i costi invisibili – conclude Chiesa – relativi ai 42 mesi di lavori previsti per la costruzione che subirebbe l’intero Tigullio con conseguenti danni a tutte le attivita economiche e in modo particolare turistico balneari”.

Pertanto Chiesa e Liguria Viva dicono no al depuratore unico a Chiavari e riten gono che la soluzione minima sia quella di costruire un depuratore per ogni bacino idrografico.