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Aster, il management si difende: “Non ci sono fannulloni ma occorre ringiovanire azienda”

L'azienda mostra i numeri degli interventi: "Siamo in linea con contratto". E Crivello la difende: "Deve restare pubblica"

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Genova. “Stiamo portando avanti un piano di interventi straordinario e sopratutto sui rivi e sulle asfaltature le tempistiche sono assolutamente conformi. Il presidente e ad di Aster Giorgio Fabriani, con l’aiuto dei numeri risponde così in commissione comunale alle critiche sul lavoro dell’azienda pubblica di manutenzioni stradale. Tra contratto di servizio (12 milioni) e piano straordinario (10.340 mila euro) Aster ha fino al prossimo aprile un budget di oltre 22 milioni di euro per procedere a diversi interventi. Quelli classici (asfaltature, verde, impianti di illuminazione, marciapiedi) e quelli che hanno mostrato una maggior criticità anche nel corso dell’ultimo evento alluvionale. “Con la pulizia delle caditoia, che in qualche caso come in piazza della Vittoria, ha comportato il rifacimento dell’intera struttura, siamo arrivati al 47% degli interventi” spiega il direttore Mauro Grasso. In pratica 140 interventi su 300.

Migliori i dati sui rivi con la rimozione (dato del 31 agosto) di 17 mila metri cubi di terra su 25 mila con una percentuale di lavori eseguiti del 69%. “Sul Bisagno però dopo l’ultimo evento atmosferico trovammo tornare” spiega Fabriani. E l’assessore Gianni Crivello difende in aula il lavoro di Aster: “Con i dirigenti dell’azienda c’è un rapporto costante – spiega l’assessore – e ogni mese Aster esegue decide di interventi che gli chiediamo e che non sono compresi nel contratto di servizio. Non so se un privato farebbe lo stesso”.

E sui ritardi rispetto ai marciapiedi (solo il 31% degli interventi previsti è stato realizzato) Crivello chiarisce: “Oggi la priorità non sono certo le buche sui marciapiedi e dire che oggi i turisti non vengono a Genova per questo è fuorviante. La priorità è l’assetto idrogeologico e della sicurezza dei cittadini”. Poi c’è la questione delle forze in campo: “Nel 2002 i dipendenti erano 518, oggi sono 376, quasi tutti operai”.

Per rispondere alle critiche dei consiglieri che hanno sottolineato come la città sia sporca e la percezione del lavoro compiuto da Aster sia diversa tra i genovesi rispetto a come è stata illustrata in commissione, il management ha messo l’accento proprio sui numeri ribadendo come “l’età media sia in effetti elevata e ci sia necessità di “forze nuove” soprattutto rispetto ai lavori più faticosi come la potatura, l’asfaltatura e l’illuminazione pubblica.

Rispetto agli appalti, che riguardano sopratutto gli interventi sul verde, ma non solo, Aster è pronta a un cambio di rotta: “Siamo giunti alla conclusione – spiega il direttore di Aster Mauro Grasso – che certi lavori debbano tornare all’interno. E in ogni caso servono maggiori controlli sulle ditte appaltatrici”.

Per quanto riguarda i numeri dell’azienda il management ha spiegato che su 376 dipendenti gli operai sono 258 di cui 122 con oltre 55 anni: “anno dignitosamente il loro lavoro – ha detto il direttore – di persone sedute a non fare nulla non ce ne sono. Il problema è che queste persona non più in grado di fare il lavoro duro per il quale sono stati assunti. Per questo l’azienda deve essere ringiovanita”.