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Il processo

Alluvione 2011, Delponte: “Fu Scidone a tenere aperte le scuole”. Mercoledì in aula l’ex sindaco Vincenzi

Sulle contraddizioni: "Dopo l'arresto ero confuso e posso aver fatto dichiarazioni poco lucide"

alluvione genova 2011

Genova. “Fu Scidone a decidere di tenere aperte le scuole. Io non dissi la mia opinione perché l’amministrazione aveva fatto una scelta precisa e, visto che non si trattava di un atto palesemente illegittimo, non ho ritenuto di intervenire” Gianfranco Delponte, ex direttore generale di Città Sicura, scarica sull’ex assessore alla Protezione civile Francesco Scidone la responsabilità per la decisione di non chiudere le scuole la mattina de 4 ottobre 2011, decisione che si rivelerà scellerata provocando la morte di 6 persone a causa dell’esondazione del torrente Fereggiano.

E se uno dei meteorologi presenti nella riunione in cui venne deciso di mantenere aperti gli edifici scolastici lo accusa di aver aver espresso in prima persona la stessa posizione di Scidone motivandola con la necessità di evitare polemiche e ripercussioni nel caso le scuole fossero state chiuse e poi non fosse successo nulla, il superdirigente si autoassolve ribadendo di non aver mai aperto bocca: “Non ho espresso nessuna posizione, ma è vero che Scidone disse qualcosa a proposito di evitare critiche sull’amministrazione”.

Delponte è imputato insieme all’ex sindaco Marta Vincenzi, l’ex assessore alla Protezione civile, Francesco Scidone, e i dirigenti comunali Pierpaolo Cha e Sandro Gambelli di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e falso per il verbale ‘taroccato’ in cui l’orario dell’esondazione del Fereggiano fu anticipato per dimostrare che nulla avrebbe potuto fare la pubblica amministrazione di fronte a una bomba d’acqua improvvisa.

E’ un esame tutto in trincea quello dell’ex comandante della polizia municipale (deposto dall’ proprio dal sindaco Vincenzi nel 2010, dopo l’alluvione di Sestri ponente ma immediatamente ricollocato in un incarico dirigenziale nuovo di zecca e creato ad hoc) tra nuove versioni dei fatti e palesi momenti di difficoltà, sopratutto davanti alle richieste precisazione del giudice Adriana Petri. Tra le novità di oggi quella che “fu il comandante della polizia municipale Roberto Mangiardi alle 12.17 a comunicare dopo aver ricevuto una telefonata che il Fereggiano era esondato e stavano chiudendo le strade e mandando rinforzi”. Peccato che fino ad oggi Delponte abbia sempre affermato di non aver mai avuto contatti diretti con Mangiardi. E alla domanda del gip: “E’ l’unica informazione che ha avuto sul Fereggiano, non vi era stato detto nulla prima, né nulla dopo. Non ha chiesto in che punto era esondato e con quali conseguenze?”. La laconica risposta è stata: “No, e poi Mangiardi non era di Genova e non conosceva le strade”.

Anche sul verbale taroccato Delponte viene messo alle strette dal giudice e dal pm Luca Scorza Azzarà che gli chiedono come sia possibile che un lato abbia dato indicazioni precise a Gambelli e alle funzionarie che materialmente stesero il verbale di utilizzare il brogliaccio della pm con la cronologia degli aventi, dall’altro che non si sia poi accorto della vistosa discrepanza di orari nella versione finale: “Io mi fidavo di Gambelli e dei miei funzionari, non ho più riletto il verbale. Gambelli me ne inviò una copia il 9 ottobre, ma non l’ho nemmeno letto tutto”. Peccato che la sua conoscenza dei verbali del comitato sia invece precisissima rispetto a quelli redatti il giorno 3 e relativi alle decisioni prese in vista dell’allerta meteo. Qui Delponte, stimolato dal suo avvocato a ricorda, mostra di conoscere nel dettaglio le tre diverse versioni. “Questi verbali li conosco perché li ho riletti nell’estate del 2012 quando sapevo che avrei dovuto essere ascoltato in Procura”.

Sulle divergenze tra le dichiarazioni precedenti e quelle rese oggi Delponte si limita a dire: “Ero stato arrestato, quindi ero sotto shock e ho dato risposta poco lucide”. Mercoledì 16 settembre sarà l’ex sindaco di Genova Marta Vincenzi a sottoporsi all’esame, mentre il 22 sarà la volta di Francesco Scidone.

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