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Accoglienza e solidarietà, la fondazione Auxilium lancia il progetto ‘Migrantes-Docentes’

Conversazioni in lingua con gli altri ospiti delle strutture di accoglienza. Il direttore: "Cosi non si sentiranno solo degli assistiti"

Genova. Lo hanno chiamato “migrantes-docentes”il progetto, lanciato dalla Fondazione Auxilium di Genova, in collaborazione con Ceis e con Migrantes, che hanno acccolto nei loro centri alcuni dei profughi che attendono risposta alle richieste di asilo. “Negli occhi di queste persone leggiamo il desiderio di un sorriso, di non sentirsi isolati – spiega Gigi Borgiani, Direttore di Auxilium, a margine della presentazione dei dati per i 15 anni dello staccapanni a Genova – di stare insieme in maniera dignitosa. Noi per questo abbiamo avviato alcune iniziative per non farli sentire solo persone che ricevono ma anche persone che possono dare”.

Tra le prime iniziative quella di aiutare gli ospiti italiani delle strutture nella conoscenza delle lingue straniere. “Abbiamo individuato quelle persone che hanno la possibilità di rendersi disponibili per conversazioni in lingua, inglese e spagnola – spiega Borgiani – anche perché molte delle persone che arrivano hanno una discreta cultura e preparazione. Questo è un modo per farli sentire non degli isolati e degli assistiti – conclude Borgiani – ma persone che possono rendersi utili”.

In parallelo per coinvolgere i genovesi nell’accoglienza la fondazione Auxilium, insieme a Cesis, Migrantes e Caritas, ha lanciato per il 3 e 4 ottobre prossimi una raccolta straordinaria di indumenti usati invernali per le persone e le famiglie profughe arrivate nel capoluogo. I punti di raccolta saranno organizzati in cinque parrocchie della diocesi presso le quali potranno essere conferiti gli abiti sia di singole persone sia di raccolte organizzate da altre comunità parrocchiali.

A supportare il tutto la cooperativa Emmaus Genova e l’impegno di decine di volontari. Un’iniziativa che, negli intenti dei promotori, vuole essere un primo gesto di accoglienza di queste persone in fuga da mesi e una prima risposta all’appello di Papa Francesco ad aprire le comunità all’accoglienza.