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Terzo Valico, per l’amianto nel cantiere di Cravasco due esposti contro Cociv

Dopo la denuncia fatta ai carabinieri, i consiglieri di del M5S e di Altra Campomorone hanno inviato un esposto ad Arpal, Asl e Noe

Genova. Sono al momento due gli esposti presentati contro il Cociv, general contractor del Terzo Valico dei Giovi, per la gestione delle terre di scavo del tunnel finestra di Cravasco in Valpolcevera che sono risultate contenere amianto in misura superiore al limite consentito di mille microgrammi per chilogrammo.

Proprio per la presenza di amianto il cantiere è stato chiuso il 22 luglio e non riaprirà fino alla fine di agosto Accanto al primo esposto, presentato da due attivisti no tav ai carabinieri della stazione di Campomorone che hanno depositato sabato la denuncia in Procura, lunedì una seconda denuncia è stata inviata via raccomandata ad Asl 3, Arpal, carabinieri del Noe, ispettorato del lavoro e, per conoscenza, alla Procura della Repubblica.

A firmare il secondo esposto sono stati i consiglieri comunali di due gruppi di minoranza del Comune di Campomorone, il M5S e Altra Campomorone. I contenuti sono analoghi a quelli della prima denuncia e contengono in allegato diverse fotografie, scattate lo scorso 6 agosto. “Il materiale amiantifero – si legge nella denuncia – durante le fasi di movimentazione e riempimento dei big bag, entra liberamente a contatto con l’aria e non vi è nulla che impedisce l’eventuale dispersione di fibre”.

Ancora: “Alcune big bag restano depositate aperte e non sigillate, esponendo lavoratori e cittadini al rischio di inalazione di fibre di amianto” anche perché “gli operatori non indossano maschere di protezione ad eccezione dell’autista del camion”. Nel frattempo i camion della ditta incaricata per lo smaltimento amianto stanno transitando in questi giorni tra il Comune di Campomorone e la Valpolcevera per raggiungere l’autostrada.

Gli attivisti no tav hanno avviato un’attività di ‘amianto watching’ attraverso presidi e brevi blocchi stradali all’arrivo dei camion, accompagnati da volantinaggi alla popolazione: “Siamo preoccupati per la sicurezza dei cittadini – dicono i no tav – e non vogliamo che i camion attraversino i nostri paesi senza che nessuno ne sappia niente”.

Anche i sindacati sono preoccupati per la sicurezza dei lavoratori: Ci siamo attivati – spiega Fabio Marante della Fillea Cgig – con Prefettura e Regione per chiedere un tavolo sulla sicurezza e sulla salute degli operai impiegati nei cantieri del terzo valico. A breve attendiamo una convocazione”.