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Spese pazze, Toti: “Nessuna conseguenza su maggioranza e giunta. Legge aveva zone grigie”

Rixi: "Spero che alla fine si faccia chiarezza. Come gruppo restituite buona parte delle spese effettuate"

Genova. “Sono certo che la richiesta di rinvio a giudizio non avrà nessuna conseguenza perché sono certo che il prosieguo giudiziario di questa storia chiarirà che non esistono responsabilità penali. Per quanto riguarda le responsabilità politiche sono stati gli elettori ad assolvere i nostri consiglieri e la nostra maggioranza, visto che le persone di cui parliamo hanno preso una valanga di voti e siedono in quest’aula pienamente legittimati dai liguri che conoscevano la loro posizione”. Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti commenta così, a margine del consiglio regionale, la richiesta di rinvio a giudizio per le cosiddette ‘spese pazze’ depositata ieri dalla Procura di Genova nei confronti di 25 consiglieri tra cui l’attuale assessore allo Sviluppo economico Edoardo Rixi, il presidente del consiglio regionale Francesco Bruzzone e il capogruppo di Fratelli d’Italia Matteo Rosso.

“Il problema – ha aggiunto il presidente – era una legge che lasciava ampi margini di discrezionalità e zone grigie su cui la magistratura è voluta intervenire a posteriori. Credo sia stato un bene cambiare quella legge ma ritengo anche che non vi siano reati in questo senso. C’era una lacuna normativa e giudicare se sono stati spesi in modo sbagliato soldi dati in modo sbagliato e discrezionale ai gruppi è un esercizio difficile”.

“Ora questo rischio non c’è più – spiega Toti – perché sono cambiate le leggi che in tutte le Regioni assegnavano ai gruppi denaro da spendere in modo discrezionale su cui poi non esisteva un sindacato di merito salvo quello che ha deciso di fare ex post la magistratura. E’ bene chiarire come si usano i soldi dei cittadini prima e non cercare capri espiatori dopo quindi ritengo che sia stato un bene modificare la legge”.

“Non c’è nessuna novità nell’indagine rispetto a quanto già si sapeva e abbiamo ampiamente sviscerato in campagna elettorale. E’ evidente che come capogruppo rispondo di tutte le spese del gruppo indipendentemente da chi le ha effettuate”. L’assessore regionale allo Sviluppo economico Edoardo Rixi si dice sereno rispetto alla richiesta di rinvio a giudizio. “Nonostante l’inchiesta i cittadini ci hanno votato – ha detto Rixi – e ora ci difenderemo in giudizio perché l’importante è che alla fine venga fatta chiarezza”. Rixi ha anche spiegato che alla fine del 2012, quando esplose in tutta Italia il ‘caso spese pazze’ il suo gruppo restituì alla Regione la maggior parte delle spese effettuate,: “Abbiamo spiegato tutto nelle memorie che abbiamo consegnato al Pm quando siamo stati interrogati. Ora ne discuteremo nel processo”.

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