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L'iniziativa

Sedie, tavolini, carte e gelati: contro il degrado a Certosa i cittadini si riprendono le piazze del quartiere

Strade e piazzette ripulite da erbacce e rifiuti. La richiesta a Tursi: "Però non fateci pagare l'occupazione del suolo pubblico".

cronaca

Certosa. I furti nel quartiere, le risse ripetute, il degrado. E il rischio che l’esasperazione alimenti episodi di odio o xenofobia. E’ stata un’estate calda, quella del quartiere di Certosa in Valpolcevera, ma l’impegno di comitati e cittadini ha consentito di imboccare una strada alternativa a quella, minacciata da qualcuno, di dar vita alle ronde di quartiere.

“Abbiamo deciso di riprenderci le piazze” racconta Enrico D’Agostino, presidente del comitato Liberi cittadini di Certosa. Un percorso intrapreso dopo alcune assemblee a cui hanno partecipato anche rappresentanti delle forze dell’odine: “Abbiamo segnato le situazioni più a rischio alla polizia che ci ha garantito una maggior presenza con un passaggio più frequente di pattuglie, ma contemporaneamente abbiamo deciso di riprendere un’iniziativa che avevano realizzato un paio di anni fa in via Piombino, quella di occupare le piazze, per mangiare un gelato o giocare a carte. E così abbiamo fatto”.

L’iniziativa è partita in piazza Petrella una decina di giorni fa e sta proseguendo con successo. E a breve si replicherà in piazza Brin. Contemporaneamente, comitati e cittadini si stanno dando appuntamento per ripulire il quartiere da cartacce, avanzi di party in piazza a base di alcool e sterpaglie. Un modello di cittadinanza attiva da replicare in altri quartieri si potrebbe dire.

D’altra parte è giusto che i cittadini si sostituiscano alle istituzioni troppo spesso assenti? “E’ vero – dice D’Agostino – che in questo mese ci siamo sentiti un po’ soli. Capisco che sia agosto e tutti abbiano diritto di andare in ferie, ma in municipio in questo mese, ad eccezione di una consigliera che abita nel nostro quartiere ed è sempre stata presente, era deserto”.

La richiesta, per il rientro dalle ferie è quella della convocazione di un tavolo, con il municipio ma anche con Tursi: “Visto che le nostre iniziative prevedono di fatto un’occupazione di suolo pubblico con sedie e tavolini, non vorremmo che ci venisse chiesto di pagare la tassa per l’occupazione solo perché magari a qualcuno che preferirebbe avere le ronde di quartiere e decide di chiamare i vigili. Noi vogliamo fare le cose in regola, per questo speriamo di ottenere formalmente dal Comune l’esonero da questo tipo di tassa”.