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A coronata

Rogo nel circolo reduci, l’ipotesi è incendio doloso. L’appello: “Aiutateci a ricostruire l’unico ritrovo del quartiere” fotogallery

I vigili del fuoco stanno raccogliendo le testimonianze, poi invieranno gli atti alla Procura.

Incendio in via Coronata

Genova. Sul tavolo del sostituto procuratore Alberto Landolfi ancora non è arrivata la relazione dei vigili del fuoco, ma sembra ormai quasi certa l’origine dolosa del rogo che nella notte di ieri ha completamente distrutto il circolo Combattenti e Reduci di Coronata, da decenni unico punto di ritrovo del quartiere che sorge sulle alture tra Cornigliano e Borzoli.

La sezione di polizia giudiziaria dei pompieri genovesi ieri ha ascoltato diversi testimoni tra cui la gestrice del bar e il presidente del circolo. “Abito lì vicino – racconta la signora Giulia – saranno due minuti in macchina. Quella sera i soci se ne sono andati intorno alle 20. Io poi ho pulito tutto e messo tutto in ordine chiudendo anche il gas perché da ieri sarei dovuta andare in ferie. Poco prima delle due mi ha telefonato mia nipote dicendomi che stava bruciando tutto. Sono arrivata lì in vestaglia, ma le fiamme avevano già avvolto la società e ho capito che non ci sarebbe stato nulla da fare”

I vigili del fuoco ci hanno messo tre ore a spegnere il rogo, poi hanno cominciato il sopralluogo. Non si sa cosa abbiamo trovato, ma sembra chiaro che non sia stato un corto circuito a provocare l’incendio. “Hanno comunicato subito a farmi moltissime domande, per sapere se avevamo ricevuto minacce o altro. E nel pomeriggio io e il presidente siamo stati sentiti in caserma”.

La signora Giulia avrebbe raccontato che alcuni dissapori ci sarebbero stati, ma al momento preferisce non dire con chi: “E’ un momento molto difficile. Gestisco il bar del circolo da poco più di un anno, ma sono socia da molto tempo. Quella sede era stata realizzata all’inizio degli anni Ottanta proprio dai soci e ieri, i più anziani, che l’hanno visto nascere, avevano le lacrime agli occhi”.

La signora Giulia lancia anche un appello: “Chiediamo ai proprietari dei muri, alla nostra associazione e a chiunque ne abbia la possibilità di darci una mano a ricostruire il circolo. I tempi saranno lunghi, certo, perché ora ci sarà l’indagine della magistratura, poi bisognerà abbattere ciò che resta perché questioni di sicurezza. Ma quello era l’unico ritrovo del quartiere”. I vigili del fuoco hanno sentito anche i responsabili delle opere Pie De Ferrari Galliera, proprietari della struttura ormai distrutta.

Tra le testimonianze anche quella dell’esponente dei Verdi Angelo Spanò, che abita lì vicino: ” “L’altra sera – racconta – sono uscito con il cane intorno alle 23 e ho sentito dei rumori, come di un martello. Poi il mio cane mi ha costretto a imboccare un’altra direzione. Purtroppo, non potevo immaginare che sarebbe accaduta una cosa simile”.

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