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Rischio alluvioni, Giampedrone: “Concluso il progetto per lo scolmatore del rio Chiappetto”

Genova. E’ stato ultimato il progetto preliminare dello scolmatore del rio Chiappeto a Sturla, fondamentale per mettere in sicurezza il corso d’acqua che negli ultimi anni ha provocato disastri tra Sturla e corso Europa. Lo ha comunicato l’assessore regionale alla protezione civile Giacomo Giampedrone. La progettazione si inserisce nell’ambito dei lavori di adeguamento del torrente Sturla dove andrà a sfociare il nuovo scolmatore.

“Tale progetto – spiega l’assessore Giampedrone – che era stato commissionato dalla Regione Liguria alla società IRE – Infrastrutture Liguria- rappresenta il primo passo per mettere fine alla seria e preoccupante situazione di pericolosità idrogeologica della zona, in grado di consentire – dopo il completamento dell’iter autorizzativo ad opera del Comune di Genova, con la progettazione definitiva – la richiesta di un finanziamento nell’ambito del programma nazionale Italia Sicura per realizzare le opere”.

Il progetto preliminare ultimato si riferisce alla tratta a valle del viadotto di corso Europa e verrà portato avanti, fino al livello definitivo, parallelamente alle opere sul torrente Vernazzola, determinanti per la definitiva messa in sicurezza del quartiere del levante genovese. “Questa amministrazione ha iniziato un’importante opera di intervento su più fronti per eliminare le situazioni più preoccupanti collegate al dissesto idrogeologico – ha spiegato l’assessore Giampedrone – da un lato stiamo dando vita ad un percorso di potenziamento del servizio di Protezione civile regionale, grazie alla collaborazione instaurata con il dipartimento nazionale, dall’altro stiamo affrontando in modo concreto le emergenze, anche quelle medio-piccole, che riguardano tutti i Comuni liguri dove si sono verificati, negli ultimi anni, situazioni di grave pericolo. E siamo fiduciosi che con l’arrivo dei finanziamenti previsti per Genova dal piano nazionale anti-dissesto idrogeologico si possa mettere mano a opere più strutturali di difesa idraulica e risolvere definitivamente, dopo anni di blocco, vicende come quella del Bisagno e del Fereggiano”.