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Pallanuoto

Rari Nantes Bogliasco al via, Bettini: “Cominciamo con il sorriso”

Il tecnico: "Inizio con tanta voglia, come la prima volta"

Carisa Savona Vs R.N. Bogliasco

Bogliasco. Le date erano già state rese note; si attendeva il calendario, che è arrivato. La Rari Nantes Bogliasco debutterà in casa, il 26 settembre, contro la neopromossa Trieste, poi a Napoli a trovare l’Acquachiara; terza e quarta giornate di derby, prima il Recco alla “Vassallo” poi a Sori, un’altra matricola. E poi avanti fino a maggio, con in mezzo la lunga sosta “natalizia”, che comprenderà gli Europei a Belgrado, dal 10 al 23 gennaio.

Bogliasco già al lavoro come detto, pur se incompleto, ma chi c’è non l’ha presa certo con lentezza, a cominciare dal tecnico Daniele Bettini.

Mister, calendario freschissimo, appena uscito. Cominciamo da qui. “Contro una diretta concorrente, Trieste è un’ottima squadra, ne viene da una serie A2 praticamente perfetta e si è rinforzata. Cominciamo subito con un impegno pesante. Le prime giornate saranno tutte difficili, per arrivare alle ultime quattro con quattro scontri diretti consecutivi. Preferivo un inizio diverso ma da qualche parte si deve ben cominciare. Noi ci siamo: cominciamo con il sorriso, abbiamo vissuto una buona estate ma adesso è il momento di riboccarsi le maniche e ricominciare da dove abbiamo lasciato“.

Da quel posto al termine dei playoff? “No. Quello dello scorso anno è stato un risultato fantastico, meraviglioso, penso e dico che i ragazzi hanno fatto un miracolo sportivo. Non possiamo partire da quel sesto posto, ma alla pari con tutte le altre squadra senza pensare di essere superiori o inferiori a nessuno. Abbiamo acquisito un minimo di mentalità, quella che chiedo loro, una crescita sia nel gruppo sia nel singolo e che l’anno scorso, sul finire della stagione ha dato ottimi risultati. Ma attenzione a presentarsi con il sesto posto tatuato sulla pelle perché ci tolgono il sorriso”.

Nuova formula. “Non mi piace, la trovo ingiusta, non capisco perché il campionato sia stato allargato a quattordici squadre, e pensare che siamo nell’anno Olimpico; non capisco perché è stato rivoluzionato così tanto qualcosa che stava funzionando. Ritroviamo i playout ma non al meglio delle tre, in gara secca, nella stessa sede delle finali scudetto: un anno intero in una partita, giocando ad orari impossibili”.

La Fin ha istituito un gruppo di lavoro di cui tu fai parte, magari per affrontare anche per questi temi, e allora… “La Commissione, che non ho capito se esiste ancora, si è occupata unicamente del rapporto arbitri-società, tutto il resto riguarda la Federazione“.

Torniamo a parlare del Bogliasco. Chi è che si sta allenando? “Ci siamo ritrovati, i ragazzi che sono stati con noi lo scorso anno, il capitano Ale Di Somma, Guidaldi, Prian, Monari, i giovani Guidi e Puccio, quest’ultimo avrà anche lui il suo spazio da conquistarsi in prima squadra, i nuovi Gambacorta e Giordano e altri giovanissimi. Aspettiamo il rientro dei nazionali, Fracas e Ravina che stanno facendo bene e sono contento, Gavazzi è in permesso giustificato, arriverà tra due giorni, così come Pellegrini. Non ci saranno Arnaldo Deserti, Edo Di Somma e Giacomo Boero. Di lui devo dire che è stato con me per nove anni, prima compagno di squadra, poi atleta, mi dispiace molto è una perdita ma sono convinto che avremo la possibilità di lavorare ancora insieme”.

Reparto stranieri. “Confermatissimo De Trane, a detta di molti tecnici il miglior mancino del campionato scorso; arriva un nuovo centro Ives Alonso Gonzalez, per sostituire l’insostituibile Arnaldo, è brasiliano e ci raggiungerà al termine del campionato carioca, alla fine di settembre. Dobbiamo perciò rinunciare a Loomis, a malincuore, un bravissimo ragazzo, ha toccato tutti l’attaccamento, la passione, l’abnegazione che ha dimostrato da subito, spero che anche con lui ci sia la possibilità di incontrarci nuovamente”.

Il Bogliasco chi si può mettere dietro? “Non faccio previsioni, non ci penso nemmeno. L’anno scorso ci siamo messi dietro Posillipo e Savona, nessuno lo avrebbe mai detto, quindi è tutto aperto. Sono però convinto che con l’esperienza maturata anche le squadre considerate superiori a noi, possono perdere punti. E’ ancora più equilibrato”.

Come si fa a dare già le giuste motivazioni? “Accendere l’interruttore per entrare subito nella mentalità della fatica, del sacrificio, del lavoro, ne abbiamo tanto da fare in poco tempo. Quattro giocatori nuovi nei ruoli fondamentali, bisogna trovare gli automatismi, prendere coscienza di quello che dovremo fare, di quello che voglio io. Il nostro centro arriva da un campionato straniero, dovrà rapidamente adattarsi agli arbitri, agli avversari, al gioco italiano. Tanti aspetti che vanno affrontati e organizzati”.

E tu come cominci? “Con tanta voglia, come la prima volta, comunque con il costume sempre indosso”.