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Il 44 enne picchiato perché ritenuto gay verso la riabilitazione. L’avvocato dell’autista: “Frase su nonno mal interpretata”.

Il 44 enne è ora in grado di parlare e mangiare. Una volta sciolta la prognosi potrà essere ascoltato dagli investigatori.

Genova. Migliorano costantemente le condizioni del barista 44 enne picchiato selvaggiamente da un gruppo di giovani la notte del 14 luglio sul bus 1 al capolinea di piazza Caricamento. Dopo essere stato operato d’urgenza per un ematoma cerebrale ed essere finito in coma farmacologico per diversi giorni, il 44 enne ora si sta riprendendo: “C’è stata un’accelerazione del miglioramento – conferma il direttore sanitario dell’ospedale Galliera Giuliano Lo Pinto – e questa settimana dovremmo sciogliere la prognosi e inviarlo in una struttura per la riabilitazione. Siamo in contatto con diversi centri specializzati per traumatizzati, sia in Liguria sia fuori. Valuteremo dove mandarlo anche a seconda della disponibilità di posti letto”. Secondo quanto appreso l’uomo, che fino a una settimana fa era alimentato attraverso un sondino, ora sarebbe in grado di parlare e di alimentarsi normalmente. Una volta sciolta la prognosi l’uomo potrà essere ascoltato dai carabineri per acquisire elementi utili sugli aggressrori che lo hanno ridotto in fin di vita

Intanto l’autista del bus finito nell’occhio del ciclone perché accusato, seppur per ora informalmente, di non essere intervenuto né durante né dopo il pestaggio, attende insieme al suo legale (l’avvocato Luca Ciurlo) il rientro del pubblico ministero Vittorio Ranieri Miniati dalle ferie per chiarire la sua posizione. “Al momento il mio cliente è stato solo notificato un verbale di identificazione ed è stato sentito dagli investigatori come persona informata sui fatti” conferma il suo avvocato Luca Ciurlo. “Non appena il pubblico ministero titolare del fascicolo rientrerà dalle ferie valuteremo se presentarci spontaneamente o attendere che venga fissato un interrogatorio formale, naturalmente dopo aver visto gli atti, visto che ad oggi le uniche informazione che abbiamo rispetto alle indagini le abbiamo apprese dalla stampa”.

E proprio rispetto ad alcune notizie apparse sui quotidiani il legale precisa: “Anzitutto il mio cliente aveva chiesto da oltre un mese le ferie, quindi non è corretto parlare di ferie forzate”. Anche l’affermazione ‘Mio nonno mi ha insegnato che è sempre meglio farsi i fatti propri’ che il tranviere avrebbe pronunciato davanti ai carabinieri sarebbe stata mal interpretata: “Si tratta di una frase pronunciata fuori dal verbale di sommarie informazioni ed estrapolata dal contesto originario – spiega l’avvocato – in quanto non era assolutamente da riferire al comportamento tenuto dal mio cliente, come spiegheremo al magistrato non appena ne avremo l’opportunità”.