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Mozione sulle mense scolastiche genovesi: “Non prevalga il profitto”

Genova. Il 13 maggio il consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno che ha impegnato ad istituire un gruppo di lavoro in collaborazione con la Commissione Mensa, con una molteplicità di intenti tra cui la stesura delle linee guida dei nuovi capitolati.

Il capogruppo di Fds Antonio Bruno e i consiglieri Gianpaolo Malatesta (Gruppo Misto) Clizia Nicolella (Lista Doria) hanno presentato una mozione che impegna sindaco e giunta a fare in modo che il periodo di affidamento del servizio di ristorazione scolastica del bando in fase di allestimento sia limitato all’anno scolastico 2015-16 per i lotti in scadenza o oggetto di ricorso.

Inoltre che il capitolato per i 10 lotti di ristorazione scolastica per l’affidamento successivo sia redatto in conformità ai riferimenti normativi sugli acquisti verdi e alle linee guida elaborate dalla Regione Liguria in materia forniture alla ristorazione scolastica e che in fase di allestimento del capitolato mense sia avviata un’interlocuzione con le associazioni di produttori di elementi agro-alimentari biologici (es. AIAB) operanti sul nostro territorio, al fine di modulare i menu in base alla disponibilità stagionale di prodotti locali e che qualora i prodotti non fossero disponibili localmente (Km zero) attuare la politica della minor distanza (Piemonte, Toscana, Emilia) e non rivolgersi a Paesi come ad esempio il Belgio.

Infine, di approfondire lo studio e le comparazione con le esperienze già realizzate sul territorio italiano come quella di Campolongo Maggiore, di Uta, Campagna Lupia riprese per esempio da Padova, Ivrea, Mira, Ferrara, Cuneo e Sassari, modelli ai quali anche grandi città, come Torino e Bologna si sono ispirate, adeguandoli alle esigenze di un servizio erogato ad un numero di utenti, paragonabile a quello di Genova.

“Non prevalga il profitto nella gestione delle mense genovesi”, dicono i consiglieri.