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Massacrato sul bus perché presunto gay, la solidarietà di Genova: “Questo è luogo di tutela dei diritti”

Doria: "Auspico che presto venga fatta completa luce sull’episodio e che vengano individuati i responsabili"

Genova. “Desidero esprimere la solidarietà, mia e della città, al quarantenne vittima della brutale aggressione avvenuta a Caricamento lo scorso 14 luglio”. Lo dichiara il sindaco di Genova, Marco Doria.

L’uomo era salito con un amico a Caricamento su un mezzo della linea 1. Stava tornando a casa, ma è incappato nel branco. Una ragazza gli si è rivolta dicendogli “gay di merda non guardare il mio ragazzo”. Lui si è scusato, anche se non stava guardando, anche se non è neppure gay. Ma la violenza è scattata nonostante tutto e l’uomo è finito all’ospedale con un ematoma alla testa.

Ora il 40enne, dopo una delicata operazione alla testa, si trova in stato post comatoso all’ospedale Galliera.

“Auspico che presto venga fatta completa luce sull’episodio e che, altrettanto rapidamente, vengano individuati i responsabili di un pestaggio la cui matrice, per quanto la cosa sia da accertare in toto, appare omofoba – conclude il primo cittadino – Da sempre Genova è luogo e anima della tutela dei diritti e delle differenze e mai dovrà essere ostile a qualsiasi forma di libertà o di espressione. Anche la recente edizione dello Human Pride ne è stata positiva conferma”.

Nel frattempo i carabinieri stanno vagliando le immagini delle telecamere nella zona di Caricamento, mentre l’autista ha detto di non aver visto nulla perché sceso dall’autobus appena arrivato al capolinea.

“E’ accaduto qualcosa di significativo a Genova. Qualcosa che di per sé, si spera, non avrà gravissime implicazioni, ma che denuncia un avvitamento del clima di fobia generale che sta prendendo sempre più persone, specie i giovani – lo scrive in una nota l’associazione genovese Raimbow – Viviamo in una società dove i giovani non hanno ricevuto né istruzione adeguata, né tanto meno educazione al rispetto del differente da sé. Non solo: la semplice proposta di educazione di Genere a Scuola ha portato in piazza molto meno di 1 milione di persone, di mamme e papà, legittimi genitori adottivi dei bulli che hanno aggredito quest’uomo. Vogliamo sperare che di ‘branchi’ come quello che ha aggredito quest’uomo siano ancora pochi in Italia. Ma pochi o tanti che siano, stanno crescendo. La ricetta è una sola: comprensione e inclusione. Siamo Pangender, Pansessuali ma anche Panumani, anzi soprattutto”.

Ovviamente esternazioni di solidarietà sono arrivate subito da Arcigay, ma anche dalla capogruppo del Pd in Regione Raffaella Paita, dalla capogruppo del M5S Alice Salvatore, da Futurdem, dal segretario regionale del Centro Democratico Massimiliano Tovo, dal segretario regionale dell’Idv Paolo Carbonaro e l’aggressione omofoba sull’autobus approda in Parlamento. Il deputato gay del Pd Alessandro Zan ha infatti presentato un’interrogazione al Ministro dell’Interno e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.