Infrastrutture Liguria, Toti: “Non pretendiamo di andare veloce ma almeno di scorrere” - Genova 24
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Infrastrutture Liguria, Toti: “Non pretendiamo di andare veloce ma almeno di scorrere”

"Dal fronte delle infrastrutture passa la competitività di questa Regione"

Liguria. Uno dei temi “caldi” affrontato dal presidente della Regione Giovanni Toti nel corso della sua visita nel Savonese, è stato quello delle infrastrutture.

“Che le infrastrutture in Liguria siano ferme da una decina di anni non è un mistero per nessuno: sia le grandi infrastrutture strategiche che quelle piccole che servono alle città. Dal fronte delle infrastrutture passa la competitività di questa Regione sia per quanto riguarda le varianti non fatte, sia per quelle grandi ‘di valico’ e quelle su rotaia e ferro, senza dimenticare i porti” ha detto Toti che era accompagnato dal consigliere regionale e capogruppo di Forza Italia in Regione Angelo Vaccarezza, dall’assessore regionale Marco Scajola e dall’europarlamentare Lara Comi.

“Com’è noto abbiamo già adottato una delibera di indirizzo sulle grandi infrastrutture strategiche e io penso che nelle prime Giunte dell’autunno lo faremo anche per quelle che hanno una valenza prettamente regionale e non solo interregionale o nazionale come fatto finora. La nostra idea – ha proseguito il presidente della Regione – è quella di sbloccare quanti più cantieri possibili. Abbiamo già aperto un tavolo con il Governo Renzi e abbiamo incontrato il ministro Del Rio diverse volte”.

Non è mancata poi una stoccata verso Lella Paita: “Non pretendiamo come i nostri avversari che la Liguria vada veloce, ma almeno che scorra. Parlando di porti, rotaie e strade vogliamo che la nostra torni ad essere una Regione dove si cammina: è un’obiettivo che vogliamo raggiungere nel più breve tempo possibile” ha detto Toti.

“Mancano le infrastrutture per fare impresa. Bisogna mettere tutti i pre-requisiti affinché l’impresa torni ad essere ospitata in modo competitivo. Agiremo sulla leva fiscale e sulla ‘sburocratizzazione’, poi bisogna identificare un modello di sviluppo: qui è finita l’epoca delle partecipazioni statali e bisogna inventare, con anni di ritardo per colpa delle precedenti amministrazioni, un modello di sviluppo misto che consenta a questa regione di vivere” ha concluso il presidente Toti.