La polemica

Iat chiuso da luglio, a Chiavari scoppia la polemica: “Niente informazioni turistiche, ma l’affitto si paga ancora”

"L'assessore al Turismo ha pensato bene di spostare tutto a Palazzo Bianco, ma non è sufficiente"

Chiavari. È dal 1 luglio che l’ufficio informazioni turistiche (Iat) di Chiavari, che si trovava davanti alla stazione (sotto i portici del Seminario) è chiuso. Ne dà notizia un biglietto affisso sulla porta dell’ex ufficio, con a fianco i saluti delle due impiegate che per anni vi avevano lavorato.

“La chiusura degli IAT è avvenuta in tutta la nostra Provincia, ma solo a Chiavari il servizio si è interrotto. Infatti gli altri Comuni sono subentrati all’ex Provincia con risorse finanziarie proprie ed utilizzando personale esterno altamente qualificato ottenendo risultati che proprio in questi giorni i vari assessori comunali definiscono eccellenti e migliorativi del servizio”. Lo denunciano i consiglieri di minoranza Emilio Cervini (Chiavari nel Cuore) e Giovanni Giardini (Cambia con me).

“L’Assessore al Turismo di Chiavari ha invece pensato bene di spostare tutto a Palazzo Bianco, senza alcun avviso, affidando nelle ore d’ufficio (quindi solo al mattino ed esclusa la domenica) questo onere a personale dipendente che già era impiegato per altre funzioni (organizzazioni di manifestazioni culturali e turistiche, pratiche amministrative, mansioni istituzionali)”, spiegano i due capigruppo dell’opposizione, che giudicano il servizio reso in questo mese fortemente insufficiente, riduttivo, incompleto e scarsamente efficace.

“Si pensi che tutto il materiale promozionale e divulgativo giace ancora nei vecchi uffici chiusi e certamente questo non è colpa del personale addetto, ma l’unica e vera responsabile è l’assessore Colombo, incapace non solo di promuovere una reale politica turistica della nostra città, ma anche di copiare dai nostri vicini più bravi – proseguono – Insomma per Chiavari niente crociere e croceristi, niente visitatori dell’Expo milanese, niente negozi aperti la sera in centro, niente informazioni”.

Poi una stoccata anche ai commercianti: “Tutto questo avviene nel silenzio assordante, a questo punto anche complice, dei vertici delle categorie economiche cittadine, in particolare dei commercianti e degli albergatori sempre pronti ‘a mugugnare’ per la crisi, ma senza la voglia di ‘disturbare chi comanda’”.

Ma per i consiglieri la vera cosa grave è un’altra. “Ciò che ci fa gridare allo scandalo è il fatto di sapere che la Città Metropolitana subentrata nel contratto alla ex Provincia di Genova paghi e debba pagare fino a fine anno l’affitto alla Curia per l’ufficio Iat chiuso. Si tratta di circa 700 euro mensili e sono soldi nostri”.

Da qui l’appello al sindaco Levaggi. “Lei che è anche un potente ed autorevole Assessore della Città Metropolitana non poteva interessarsi di questa pratica ed evitare di far buttare via soldi dei contribuenti senza ottenere nulla per i suoi concittadini? – concludono Cervini e Giardini – Per noi non finisce qui e abbiamo presentato in merito una mozione da discutere in consiglio comunale”.