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Lettere al direttore

Digos – cantieri Terzo Valico, Sap, Silp e Ugl: “Sì alla verifica delle condizioni di lavoro, no alle strumentalizzazioni”

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Genova. Le sigle sindacali SAP, SILP-Cgil e UGL intendono prendere le distanze dal can-can mediatico inscenato da altra O.S. in riferimento alle presunte tracce di amianto presenti nel cantiere Tav di Campomorone (Ge). A prescindere dai riscontri tecnici (i rilievi effettuati dagli enti preposti, come comunicatoci dall’Ufficio di Gabinetto, evidenziano valori assolutamente marginali rispetto alla soglia di pericolo), riteniamo che divulgare sui media (ma questo è un fatto trito e ritrito) eventuali responsabilità di un appartenente alla Polizia di Stato, sia esso il Questore, il Dirigente di una Divisione ovvero qualsiasi collega, soprattutto in una realtà come quella genovese, non possa che arrecare nocumento ai colleghi tutti, i quali quotidianamente lavorano su strada (ma anche questo è un argomento di difficile comprensione per alcuni).

La prima scintilla – infatti – è gia scoppiata quando la mattina dell’11/8 u.s. i colleghi della Delta77 sono stati accusati, da alcuni manifestanti, di essere a conoscenza della presenza di amianto e di aver tenuto nascosto il tutto. Queste prime avvisaglie inducono purtroppo a ritenere possibile un “escalation” di atti ostili contro i colleghi, esposti – quindi – a rischi ulteriori a causa di notizie le quali, oltre che essere prive di riscontri scientifici, risultano “unicamente” idonee a esarcerbare o inasprire ulteriormente gli animi dei residenti. Non è il caso di elencare le decine di feriti tra le FF.OO., nonchè i numerosi e violenti scontri, all’interno o nelle zone prospicenti i cantieri Tav.

Le OO.SS. scriventi pur fermamente consapevoli che la tutela dei lavoratori sia un punto cardine dell’attività sindacale, sono altresì convinte che le azioni intraprese (siano esse rivolte all’A.G. competente ovvero ad Organi interni) debbano essere ponderate, trattate con il massimo del riserbo per non arrecare pregiudizio al collega ed all’operatività di uffici che agiscono in situazioni delicate. Gridare pubblicamente le eventuali responsabilità dei Dirigenti non fa altro che incrementare quel malumore nei confronti della Polizia, che – in un contesto come quello genovese – non ha certamente bisogno di essere alimentato.

Quando e qualora emergano responsabilità da parte del Datore di Lavoro, dei Preposti o di chiunque debba tutelare sotto questo aspetto il personale, le strade da intraprendere sono altre: immediata verifica dei dati fattuali afferenti le condizioni di lavoro dei colleghi e comunicazioni agli organi competenti siano essi interni o esterni; posto che eventuali sanzioni ai responsabili non possono derivare da incongrue esposizioni mediatiche.

Ciò perché il nostro unico obiettivo è la tutela e salvaguardia dei diritti dei colleghi, non la maniacale volontà di apparire sui mass media e ancor meno la spasmodica ricerca di un colpevole anche qualora colpevoli non ve ne siano. A tal fine ribadiamo che i valori accertati dagli unici organi competenti – sia sotto il profilo tecnico-scientifico che giuridico – risultano marginali rispetto alla soglia di pericolo e che – comunque – detti valori afferiscono a spazi interni al cantieri ove nessun collega e/o cittadino ha avuto accesso durante l’attività di escavazione.

SAP SILP Cgil UGL
Giacomo Gragnano Tommaso Delli Paoli Paolo Mari