Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Lettere al direttore

Depuratore comprensoriale del Levante, i Verdi scrivono a Muzio

Più informazioni su

Al  Consigliere Regionale Claudio Muzio.

Come Verdi ci auguriamo di non essere inclusi fra “i  tuttologi e i soloni che ciclicamente intervengono sul tema parlando di risparmi o di sprechi a seconda del proprio punto di vista e che sparano cifre pari a svariati milioni di euro come se si parlasse di noccioline.” Sicuramente non è così, ma se così non fosse,  ricordiamo che alcune nostre soluzioni sono state condivise anche dalla  Regione ed ex Provincia e poi sono finite nel dimenticatoio paludoso della politica. 

Le nostre soluzioni tra l’altro prevedono tecnologie a basso costo, come proposto ultimamente   anche dal  professore Biagio Senise  , un luminare nel campo della depurazione , il quale afferma: “Nel mondo non esiste solo Iren , e i depuratori a membrana Mbr usati da Iren in Liguria sono superati da altri tipi di tecnologie e in particolare quella Mbbr (“moving bed bio-film reactor” )  -conosciuta anche come “reattore a biomassa adesa a letto mobile  – ”molto superiore, che prende meno spazio . ……e il sistema  viene utilizzato in Europa , Italia  compresa  “Il problema dunque è accettare o meno  la supremazia di IREN –ATO Genova costi quello che costi, che, tra altro, è stata messa sotto accusa dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato, con parere AS 734 .       

Nel suo ultimo intervento lei afferma  che ” Solo sulla base di queste valutazioni (vedi sotto) maturerò il mio giudizio e come detto , se l’ipotesi del depuratore comprensoriale, o in alternativa dei due di vallata, sarà per me convincente, la voterò”:

1) costo di costruzione,
2) costo di manutenzione,
3) impatto ambientale
4) volonta’ dei territori.

A nostro avviso si è dimenticato :
a)  il costo di esercizio  che con gli impianti previsti da IREN è molto  oneroso ( tra l’altro lo pagherà il cittadino  in bolletta)
b)  il fatto  che l’impatto ambientale non viene mai preso in considerazione (vedi depuratore di  Rapallo)
c) la reale volontà   dei territori (Comuni) che consiste nel disfarsi della loro cacca in altri  territori mentre non vogliono sul loro territorio  un depuratore leggermente più grande  anche se poi hanno l’obbligo di realizzarlo  per proprio conto  (non facciamo i nomi dei   Comuni per non creare inutili polemiche) .
d) le disposizioni dell’UE che prevedono, oltre ai tempi di realizzazione ed i parametri del refluo depurato,  che i depuratori debbano essere realizzati lontano  dalla costa e le acque depurate vengano immesse nei bacini di provenienza e riutilizzate  per  usi agricoli,industriali e per salvaguardare  le falde acquifere (anche dal cuneo salino)  sempre più depredate (ultimo caso una tubazione da 600 mm che dovrebbe partire da Chiavari verso ponente. Siamo sicuri che lei  si è dimenticato in buona fede  delle nostre osservazioni ma se così non fosse sarebbe forse meglio che non salga in cattedra  e smetta di bacchettare coloro che da anni cercano di dare un loro contributo alla salvaguardia di ciò che rimane del nostro territorio  e del nostro portafoglio  (cerchiamo di ridurre le bollette dell’acqua e non aumentarle con  impianti costosissimi)
                        
Pierluigi Biagioni Verdi Liguria Area Tigullio  Angelo Spanò co-responsabile prov. Verdi Liguria