Quantcast
Al bristol

Bossi a Genova: “Immigrazione da vietare se non c’è lavoro”

Sulla Lega di Salvini: "Le radici sono le stesse, ma non si può pensare solo ai voti perché si rischia di bloccare il progetto di cambiamento del Paese"

Genova. “La mia posizione rispetto all’immigrazione è quella di chi ha fatto la legge Bossi-Fini. Dovrebbe essere vietato immigrare quando non c’è lavoro perché è il lavoro che integra, altrimenti l’immigrazione rischia di disgregare il Paese. Non a caso oggi nessuno stato europeo vuole gli immigrati”. Lo ha detto il presidente federale della Lega Nord Umberto Bossi, invitato a Genova da Bruno Ravera, uno dei padri fondatori della Lega Nord per rilanciare il progetto politico del Carroccio in vista dei prossimi appuntamenti elettorali.

“Occorre trovare un’altra via – ha detto Bossi, – per esempio finanziando lo sviluppo di sistemi di accoglienza dei profughi nei paesi nordafricani e favorendo anche l’insediamento di imprese”. “Fino a quando non si risolvono i problemi in Africa non possiamo far niente perché l’Africa è un continente in cui abitano due miliardi di persone. E se si muovono tutte insieme saremo noi a dover scappare”.

Bossi ha parlato anche del ‘nuovo corso’ del partito sotto la guida di Matteo Salvini. “Le radici della Lega di oggi sono ancora quelle del movimento che ho guidato, ma bisogna stare attenti a non pensare che i voti siano tutto”. Ad accogliere lo storico leader non non ci sono i vertici del partito ligure. E non ci sono nemmeno il vice di Salvini nonché assessore regionale Edoardo Rixi, né il colleghi di giunta Sonia Viale e Stefano Mai. Tutti assenti, giustificati o meno, per un evento organizzato pochi giorni fa per la vigilia di Ferragosto. “Sono qui per un evento organizzato da Bruno Ravera” si limita a commentare Bossi che esplicita meglio il messaggio diretto alla Lega di Salvini: “A forza di andare a cercare i voti a tutti i costi si rischia di bloccare il progetto politico di cambiamento del Paese per quattro voti in più”.

In vista dei futuri appuntamenti elettorali, per Bossi è fondamentale “aver fatto un lavoro politico per arrivare nella testa della gente. Bisogna spiegare che lo Stato non trasferisce più denaro agli enti locali, quindi non si capisce perché il Nord debba dare questi soldi allo Stato. “Il Nord – dice ancora Bossi – paga 100 miliardi di euro all’anno di residuo fiscale allo Stato e in cambio non ottiene quasi niente. Per questo è sempre incazzato e per questo la Lega ha vinto anche il Liguria”.

Più informazioni