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Amianto a Campomorone, No Tav in Comune: “Nessuna certezza per la salute”

Campomorone. Si è tenuto nel pomeriggio di ieri l’incontro tra un centinaio di persone e il Comune. Due ore di discussione riguardo al rinvenimento di amianto nel cantiere del Terzo Valico di Cravasco. Fuori da palazzo Balbi lo striscione “Co.Civ ci avvelena con l’amianto e voi ne siete complici”.

“Lo smaltimento – spiegano i No Tav – dovrebbe avvenire in questi giorni, il sito di stoccaggio individuato per lo smarino amiantifero, catalogato come rifiuto pericoloso, si trova in Piemonte, a Orbassano. La sindaco ha garantito che lo scavo della galleria riprenderà solo quando le procedure previste dalla norma di legge saranno attuate. Le procedure per scavi in rocce amiantifere prevedono la suddivisione in 3 tronconi della galleria, filtri particolari, lunghe, complesse e costose procedure al fine di isolare tutto quello che è entrato in contatto con la zona contaminata. Il cantiere quindi deve restare fermo per un periodo molto lungo”.

Non convincono però le rassicurazioni sulla salute. “Attualmente in galleria non esiste alcuno di questi dispositivi quindi, gioco forza, il materiale amiantifero già estratto ha potuto disperdersi nell’aria. I controlli sulle procedure ed i monitoraggi del cantiere sono e saranno nelle mani di ARPAL, ASL e Co.civ stesso. I dati dei rilevamenti sono esclusivamente in mano a questi enti, la sala ha richiesto alla Sindaco che solleciti gli organi competenti, affinchè siano liberi, on-line e fruibili da tutti. Mentre la Sindaco ha espresso totale fiducia sugli enti incaricati, la sala ha posto tutta una serie di quesiti che hanno smontato ogni certezza sull’efficacia dei controlli”.

“ARPAL è costituita senza dubbio da personale formato e qualificato, tuttavia è un ente Regionale che deve controllare già normalmente un territorio vastissimo con un numero esiguo di tecnici. Ogni qual volta si è verificato un danno ambientale in un cantiere Terzo Valico, ARPAL non è mai riuscita a intervenire in maniera efficace e Co.Civ non è mai stato sanzionato. Sui controlli che Co.Civ si effettua da solo, non possiamo dimenticarci che il concosorzio è costituito per lo piu’ dalle stesse aziende di Cavet, il consorzio TAV del mugello, i cui vertici sono stati recentemente condannati per reati legati proprio allo smaltimento illecito di terre da scavo, oltre che per i noti e irreparabili disastri ambientali del Mugello”.

“Questa prima giornata contro l’amianto del Terzo Valico – concludono i No Tav – si è conclusa tra le urla di rabbia e le preoccupazioni per le posizioni espresse dall’Amministrazione Comunale. Un ultimo quesito lo poniamo noi: chissà se tutta questa storia dell’amianto e del relativo business dello smaltimento non sarà il “la” per far aumentare i costi del Terzo Valico?