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Alternativa Tricolore: “Sestri Levante faccia ordinanza anti-migranti, subito Cie in Liguria”

Genova. “Il Viminale dopo il Ponente ligure invia i migranti e presunti profughi nel Levante e precisamente nel Comune di Sestri Levante e in Val Petronio. A questo punto alcuni nostri dubbi sono diventati delle certezze:il Ministro Alfano ha deciso di punire con un continuo flusso di extracomunitari in arrivo dal Sud la Liguria in quanto espressione di un centrodestra che unitariamente protesta nei confronti della politica sull’immigrazione voluta dal Governo Renzi”.

Lo denuncia la segreteria genovese di Alternativa Tricolore, spiegando come “questa politica ottusa che non fa altro che creare tensioni sociali, episodi di intolleranza, considerato che la nostra regione è al collasso in quanto i siti di accoglienza oramai sono saturi. Un governo di sinistra che fa del buonismo il suo cavallo di battaglia non si accorge o fa finta di non accorgersi che i cittadini liguri sono stanchi di subire l’invasione di extracomunitari, i cui costi provengono dalle loro tasche con il pagamento delle tasse e di altri balzelli”.

“All’extracomunitario tutto è concesso: hotel a quattro o cinque stelle, cellulari, telefoni satellitari, un sussidio mensile, sanità gratuita, mentre esistono cittadini che non hanno lavoro sfrattati che vivono in siti di fortuna, pensionati con pensioni a medio e basso reddito che non possono permettersi di curarsi e non arrivano neppure alla metà del mese”.

“Una politica quella di Alfano-Renzi-Boldrini che definiamo discriminatoria e anti italiana che mina il nostro tessuto sociale,le nostre tradizioni la nostra cultura. Alternativa Tricolore fa appello al Governatore della Regione Liguria Giovanni Toti affinchè si attivi presso il Viminale affinchè in liguria venga collocato un Cie che svolga le sue funzioni, uno strumento che regolarizzi il numero di migranti in arrivo e non in modo arbitrario come fino a ora e invitiamo il Sindaco di Sestri Levante, Valentina Ghio, a emulare il suo collega di Alassio con un’ordinanza nella quale si richieda per ciascun migrante un certificato medico di buona salute al fine di poter risiedere temporaneamente nella cittadina rivierasca”.