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Lettera al direttore

Acqua Pubblica, i Verdi alla giunta Toti: “Fate la scelta giusta”

In questi giorni un particolare e doveroso attivismo sta prendendo piede nella sinistra genovese con la possibilità appena adombrata di giungere ad una possibile gestione pubblica e partecipata dell’acqua,affidata ad oggi per trent’anni e senza gara a Mediterranea Acque, partecipata di IREN, a sua volta società mista in cui il vero controllo sulla risorsa da parte delle cittadine e dei cittadini si perde in un gioco di “scatole cinesi” fra partecipazioni incrociate di diversi soggetti in mille rivoli di difficile ricostruzione ma con un punto chiaro al centro:cittadine e cittadini non hanno alcun reale controllo su tariffe,consumi,politiche di risparmio,…

Noi Verdi nel primo mandato della Giunta Burlando avevamo presentato un progetto di legge regionale per la ripubblicizzazione del servizio idrico anche allo scopo di inserire una posizione ecologista in un dibattito,che allora vedeva solo presente su questo fronte l’estrema sinistra del quadro politico con alcuni chiari principi ispiratori.
I medesimi principi ispiratori sono stati inseriti poi sia nella proposta di legge nazionale che in quella regionale che i Verdi,insieme a molte altre forze politiche,hanno sostenuto.

Oggi la Giunta Toti-Rixi-Viale potrebbe compiere una scelta di grande valore strategico e decidere di fare propria la proposta di legge regionale presentata da cittadine e cittadini liguri e che afferma con chiarezza un percorso di ripubblicizzazione e di partecipazione nella gestione di una risorsa limitata e parziale come l’acqua.

Si sa però che la giunta Toti ha per ora scelto di non scegliere se non cavalcare le posizioni piu’ gravi e pericolose del centrodestra e da qui nasce la nostra insistente richiesta di dimissioni e di nuove elezioni il piu’ presto possibile.
A questo punto vogliamo ricordare i principi base di una legge sull’acqua pubblica:
a) affidamento ad un soggetto interamente pubblico ed in house dell’intero ciclo delle acque;
b) una tariffa che preveda almeno cinquanta litri giornalieri gratuiti come quota indispensabile al fabbisogno umano;
c) gestione affidata agli enti locali ma soprattutto coinvolgimento dei lavoratori e delle lavoratrici del settore nonche’ delle associazioni ambientaliste nelle pratiche gestionali in modo da garantire un ciclo virtuoso che punti a premiare il risparmio idrico, la cooperazione internazionale attraverso specifici progetti,il recupero a fini agricoli delle acque reflue e una politica volta a favorire la partecipazione popolare.

In questo periodo dopo la diffida regionale parrebbe che finalmente anche l’area metropolitana genovese possa giungere alla definizione di un nuovo piano d’ambito,che preveda,oltre ad un percorso popolare per l’individuazione del o dei depuratori del Levante genovese, anche la revoca a Mediterranea Acque e l’affidamento ad una nuova società in house come già hanno fatto altre città come Napoli e Palermo.

Noi chiediamo al sindaco Doria e alle liste,che compongono la maggioranza litigiosa che lo sostiene di fare uno sforzo di unità ed elaborazione e di giungere a settembre con un gesto di coraggio a favore della gestione pubblica e non dell’affidamento diretto o meno ad IREN.

Nel contempo chiediamo alla maggioranza del Comune di Genova uno sforzo reale se non si vuole consegnare la città alla destra o ad un populismo cieco ed avventurista affinche’ proprio dall’acqua inizi quel percorso virtuoso che Don Gallo aveva visto nell’elezione del sindaco Doria e che pare essersi perso per strada.

I Verdi genovesi saranno comunque dalla parte dei movimenti , delle cittadine e dei cittadini per sostenere un confronto per la pubblicità della risorsa idrica sostenendo come sempre fino in fondo tutte le iniziative adottate dal comitato per l’acqua pubblica.

I VERDI GENOVESI