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“Un passante tra il porto e la città”: gli studenti di architettura disegnano il futuro del gigante Hennebique

Ancora polemica tra Merlo e Bernini sul bando andato deserto e il vice sindaco propone: "Via il vincolo se chi compra realizza interventi che lo colleghino al centro storico"

Genova. Un progetto interrotto dall’Università quando l’ipotesi di un trasferimento della facoltà di Ingegneria fu stoppata dal progetto Erzelli ma che proprio dall’Università potrebbe ripartire. Il progetto in questione è il recupero dello storico silos granario Hennebique, edificio lungo 220 metri realizzato alla fine dell’Ottocento e dismesso negli anni Settanta.

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Edificio dal grande valore storico, simbolico ed architettonico, ma che necessita anche di imponenti lavori per essere restituito alla città. Per farne cosa poi? Dopo il fallimento dell’ultimo bando di gara del dicembre 2013 andato deserto ora si prova a ripartire grazie al contributo degli studenti di Architettura che hanno elaborato video, disegni e modelli per immaginare l’Hennebique del futuro. “Il recupero di un manufatto importante come l’Hennebique è un punto di partenza per un processo di rigenerazione reciproca – spiega Carmen Andriani docente di Progettazione urbana – sia per quanto riguarda l’area portuale sia per quanto riguarda quelle funzioni urbane che potrebbero coinvolgerlo dato che dismessa la sua funzione l’edificio ritorna ad essere offerto alla città tutta e bisogna capire che farne”.

Un edificio vincolato ma “tutelare non significa conservare passivamente bensì in modo attivo. Questo hanno voluto dire gli studenti con video, disegni e modelli, un contributo che mette a disposizione competenze diverse anche, se vogliamo, l’immaginario che c’e dietro questo edificio struttura nella memoria della città”

Che cosa ci potrebbe essere in futuro dentro l’Hennebique? “Abbiamo avuto un colloquio costante con l’autorità portuale spiega la docente – e visto i progetti che erano stati realizzati prima dei nostri. Quindi abbiamo acquisito tutti gli elementi funzionali. Quelle che sono state pensate sono in gran parte funzioni urbane, in parte pubbliche, ma l’Hennebique deve anche mantenere un carattere portuale visto che si trova accanto da un lato alla Stazione marittima dall’altro a Ponte Parodi il cui destino a mio parere dovrà essere modulato a quello dell’Hennebique”.

Nel video le interviste con la professoressa Carmen Andriani e il presidente dell’autorità Portuale Luigi Merlo:

Un edificio straordinario, quello in cui fu per la prima volta sperimentato in Italia il brevetto del suo inventore ma che “deve essere reso osmotico – dice ancora Andriani – tra la città che è dietro in verticale e il mare. Deve essere passante attraverso più funzioni, dalla ricettività alla cultura, dallo sport alle residenze, magari residenze studio e perché no anche un complesso attivo dal punto di vista energetico”

Le idee sono tante, ora bisognerà vedere se ci sarà una risposta da parte di qualche investitore: “Con il Comune di Genova – spiega il presidente dell’autorità portuale Luigi Merlo – stiamo cercando di rivedere i vincoli con cui era andato a gara, che prevedevano che circa il 50% fosse vincolato a uffici pubblici. Rimosso questo elemento, oggi con la crisi di Stato ed enti, speriamo di riuscire a farne qualcosa di prestigio e multifunzionalità”.

La precisazione del vicesindaco Stefano Bernini arriva secca e immediata: “Abbiamo ereditato quell’accordo e quando sono diventato assessore ho segnalato all’autorità portale che così com’era concepito il bando sarebbe andato deserto. Lo ho detto prima che venisse pubblicato e non sono stato ascoltato e quando ormai il bando era in essere ho ribadito questo timore in un’intervista e sono stato addirittura accusato di turbativa d’asta”.

Al di là della polemica accesa con il numero uno di palazzo San Giorgio, però Bernini, e con lui il sindaco di Genova Marco Doria hanno una proposta concreta per tentare di trovare un acquirente per il ‘gigante‘: “Il minimum di direzionale è comunque il 30% – spiega il vicesindaco e assessore all’Urbanistica – ma siamo anche disposti a monetizzarlo. Come dire, il compratore può non realizzare quel 30% di uffici pubblici pagandoci di fatto il cambio di destinazione d’uso e può pagarcelo per esempio anche realizzando opere e interventi per creare una connessione tra l’Hennebique del futuro e il centro storico”.