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Tursi, il gruppo Pd si sfalda tra defezioni e scontento. Farello: “Troppo tempo perso a discutere di noi stessi e non delle cose da fare”

Il capogruppo: "Anche il ritardato confronto con il sindaco, che chiediamo da mesi, ci ha messo in difficoltà". Venerdì maggioranza di fuoco

Genova. “Mi sono dimesso dal gruppo consiliare, da presidente di commissione, ma anche da coordinatore del partito nel ponente, insomma ho deciso di staccare la spina dal Pd. Entro nel gruppo misto e darò il mio sostegno al sindaco se avrà il coraggio di cambiare registro”. Salvatore Caratozzolo, ieri ha annunciato la sua uscita dal partito democratico, seguendo di un paio di mesi Giampaolo Malatesta che alle regionali aveva sostenuto Luca Pastorino e anticipando di qualche ora un’analoga decisione di Paolo Gozzi. Tutti nel gruppo misto con la quota del primo partito di maggioranza che in due mesi precipita vertiginosamente da 12 componenti a 9.

Voterò a favore del sindaco se avrà il coraggio di prendere decisioni sulle questioni che solleviamo da tempo a cominciare da Amiu e Amt, sennò mi troverò costretto a votare contro” dice senza mezzi termini Caratozzolo, che non risparmia critiche nemmeno agli assessori della giunta: “Ce ne sono alcuni seri e impegnati, altri no e anche su questo bisogna cambiare registro”. A scatenare la decisione del consigliere anche la nuova segreteria del Pd: “E’ stata fatta con il manuale Cencelli ed è un vaso di terracotta in mezzo a tanti vasi di ferro”. Sul Pd il giudizio è duro: “Il mio partito rispetto alla giunta fa la voce grossa, poi però non ha il coraggio di imporre il cambiamento. Il pd ha giustamente paura di perdere le elezioni ma per quanto mi riguarda o si governa sul serio o si va a votare. E’ ovvio che in caso di elezioni vorrei che fosse il partito democratico a vincere, ma come dice Mao Tze Tung, non è importante che il colore del gatto, è importante che prenda il topo”.

Per Paolo Gozzi il percorso di allontanamento dal partito è cominciato da tempo, anche se solo questa mattina ha formalizzato il suo ingresso nel gruppo misto. Nel suo caso la nuova segreteria genovese “non c’entra per nulla, mentre ha avuto in questi mesi un’influenza il mio giudizio sul partito nazionale” spiega.
Anche per Gozzi, invece “l’amministrazione Doria, con cui personalmente ho un buon rapporto, tanto che gli avevo anticipato la mia decisione, deve cambiare passo, a cominciare da alcune scelte di fondo, sulle quali concordo con il collega Caratozzolo, fino alla scelta degli assessori”. Gozzi ribadisce oggi un sentimento che esterna da mesi di “profonda disillusione rispetto a ciò che avrei voluto fare visto il mandato elettorale con il territorio e una costante difficoltà amministrativa che non vedo fronteggiare”. Un esempio per tutti? “Il depauperamento totale degli impianti sportivi in città di fronte al quale l’assessore Boero non ha fatto altro che allargare le braccia. Anch’io sono consapevole che i soldi non ci sono ma da un assessore mi aspetto che sputi sangue per la dignità della città”.

“Condivido le critiche dei consiglieri sul necessario cambio di passo, ma questo cambio di passo è più difficile ottenerlo con un Pd più debole”. Il capogruppo del Pd a Tursi Simone Farello incassa quella che “eufemisticamente chiamo turbolenza, che però non va affatto sottovalutata” e prova a fare un’analisi complessiva. “Questa situazione deriva in parte dall’onda lunga delle Regionali – dice – in parte dal fatto che da mesi abbiamo chiesto al sindaco un confronto su come condurre la parte finale di questo ciclo amministrativo e ancora non ci siamo arrivati”.

Si comincerà sul serio venerdì pomeriggio alle 16, con un confronto in maggioranza che si preannuncia carico di tensione anche perché “la mia speranza è che l’indebolimento del Pd non si trasformi in un indebolimento della maggioranza – dice il capogruppo – ma i fatti dicono che un pd più debole non fa una maggioranza più forte“.

Farello non risparmia critiche alla dirigenza del partito, intesa nelle sue varie anime: “Credo che il Pd in questo periodo compreso tra la sconfitta alla Regionali e oggi abbia perso troppo tempo a discutere chi fa le cose e a concentrarsi sugli assetti del partito invece che ad analizzare il fatto che gli elettori ci hanno detto chiaramente che non siamo in grado di governare e se vogliamo rilanciare la nostra capacità di governo nei confronti degli elettori dobbiamo dire cosa vogliamo fare e poi farlo”.

Il Pd proverà quindi a dettare l’agenda a Doria, come anticipato in qualche modo ieri dopo l’incontro tra il segretario genovese Terrile e il sindaco? “Venerdì io non voglio dettare l’agenda al sindaco, voglio sentire la sua di agenda e voglio poterla condividere”.

Ad indicare, se ce ne fosse bisogno, come il partito, lungi dal serrare le fila, vede queste ultime rompersi, quantomeno a Tursi, ci pensa la consigliera Cristina Lodi che non risparmia critiche al suo capogruppo: “Il Pd con la nuova segreteria ha espresso la volontà precisa di cambiare facendo tesoro degli errori passati. Le defezioni sono anche la conseguenza annunciata di una mal gestione del gruppo consiliare più volte segnalata al segretario. E’ una delle speriamo ultime conseguenze di una politica dirigenziale autoreferenziale troppo personalistica che va superata”.