Turati, ritirata la ‘mozione Farello’ che torna in commissione: progetto fermo fino a settembre? - Genova 24
Colpo di scena

Turati, ritirata la ‘mozione Farello’ che torna in commissione: progetto fermo fino a settembre?

In vista del trasferimento 'schedati' 150 stranieri disponibili a un percorso di regolarizzazione, ma per il Pd corso Quadrio non va bene.

corso quadrio, protesta

Genova. Le tensioni scatenate in maggioranza e – nel metodo – anche all’interno dello stesso partito democratico dalla mozione presentata dal capogruppo del Pd Simone Farello che ‘bocciava’ senza replica il progetto che la giunta Doria sta realizzando per trasferire il mercatino abusivo di Turati in corso Quadrio trasformandolo in un mercatino della pulci più o meno legalizzato e doveva essere discussa e votata nel consiglio comunale di oggi, hanno convinto lo stesso capogruppo a rinviare ancora una volta lo scontro. Niente mozione in consiglio, ma un ritorno nella pratica in commissione (opzione che era stata bocciata solo due giorni fa dalla stessa conferenza capigruppo) con in cambio la garanzia che nulla si muoverà fino ad allora.

Ufficialmente il Pd ha ottenuto dall’assessore Fiorini “l’impegno a intraprendere un percorso di dialogo e ascolto con residenti e commercianti”. Ancora “abbiamo apprezzato che in un mese e mezzo è stato avviato un percorso che va nel senso si quello che chiedevano, vale a dire un percorso di regolarizzazione, anche se visto che difficilmente queste persone potranno ottenere una licenza di ambulante occorrerà studiare un regolamento ad hoc sul libero scambio” ha spiegato il capogruppo dei dem.

Così il progetto portato avanti prima di tutto dagli assessori Fiorini, Fracassi e Piazza insieme ad Arci, Caritas e associazioni del terzo settore e ormai pronto da settimane, con tanto di ‘censimento’ tra i venditori (150 sarebbero quelli fino ad oggi che hanno fornito nome, cognome, permesso di soggiorno, solo 15 di loro sono irregolari) sembra destinato a un nuovo stop, nonostante le pressioni della Questura che aveva chiesto tempi più rapidi viste le difficoltà in termini di risorse umane a garantire ancora per lungo tempo un presidio permanente nella zona di Raibetta.

Per la maggioranza quindi il rischio di deflagrazione si è trasformato in una bolla di sapone, senza che i problemi e le diversità di vedute siano stati risolti, con un progetto fermo, gli sgomberi di prima mattina da parte delle forze dell’ordine che sembrano destinati a proseguire, i venditori pronti ad entrare nel progetto bloccati al palo e gli altri che restano ‘invisibili’ e che non si sa che destino avranno. E un’area, infine, quella di corso Quadrio che per il Pd continua a non essere quella giusta, nonostante un’alternativa ancora non sia ufficialmente comparsa.

E, nonostante l’impegno allo stop, nei corridoi di Tursi sono in tanti a pensare che il ‘trasloco’ non possa attendere fino all’autunno.