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Tregua armata nel Pd ligure, lunedì l’ultima battaglia prima del commissariamento

Al termine dell'assemblea regionale Guerini annuncerà il commissariamento. Preoccupa il congresso in autunno con il partito a pezzi

Genova. Compagni di partito, spesso di lunga data, che ormai nemmeno più si salutano, riunioni separate dove si sono studiate per settimane mosse e contromosse, con alla mano i numeri dell’assemblea regionale e l’analisi dei possibili voti incerti da portare dall’una o dall’altra parte della barricata.

A 48 ore dall’assemblea regionale, quella che si respira nel Pd ligure è l’aria di una tregua armata in attesa di ciò che ormai è ineluttabile, vale a dire l’arrivo di un commissario.

Si dice che sarà probabilmente un renziano, un deputato membro della segretaria nazionale del partito. Identikit di una figura che ufficialmente non c’è e nemmeno sarà annunciata lunedì quando l’ultima e definitiva battaglia andrà in scena nella sede del Cap di via Albertazzi. Ci sarà ancora una volta il numero due di Renzi Lorenzo Guerini, che ha già incontrato i contendenti a Roma e poi la scorsa settimana li ha incontrati a Genova, ancora una volta separatamente.

I ‘cuperliani’ hanno provato a convincerlo a mantenere Lunardon al suo posto per la fase di traghettamento fino al congresso, così come si è tentato di provare a individuare una figura di area renziana ma non troppo apertamente schierata con Paita (erano circolati a lungo i nomi di Pippo Rossetti e Vito Vattuone). Si è ipotizzata infine una guida ‘a due’, con un cuperliano e un renziano. Ma nessuna delle soluzioni proposte ha trovato una condivisione tale da convincere il partito nazionale che il Pd ligure possa farcela a raccogliere i cocci e ripartire. E così Renzi e Guerini, che per un po’ sono rimasti da parte, a osservare da distante il campo di battaglia, ora hanno detto basta.

Molto probabilmente lunedì quindi non si arriverà ad alcun voto, nemmeno sulle dimissioni di Lunardon di cui l’assemblea prenderà atto. La discussione ci sarà ed entrambe le ‘fazioni’ annunciano battaglia. Un voto ci potrebbe essere, fanno sapere alcune fonti di parte renziana, solo se ‘gli altri’ insisteranno sul provare a tenere Giovanni Lunardon al suo posto. Ma i renziani, almeno sulla carta, hanno i numeri con 125 delegati contro quelli di Lunardon.

Poi il vice segretario annuncerà la scelta di commissariare il partito fino al congresso. Congresso che, ha fatto sapere lo stesso Guerini la scorsa settimana, si terrà in autunno, prima della modifica dello statuto del partito con cui si vogliono riformare le primarie con l’introduzione di un albo degli elettori e l’elezione del segretario regionale che, come avviene per il provinciale, sarà eletto solo dagli iscritti.

Qualche settimana fa fonti qualificate all’interno del partito dicevano che il congresso regionale si sarebbe fatto, proprio per queste ragioni, solo nei primi mesi del 2016. Ma l’arrivo del commissario nazionale ha cambiato le prospettive: Renzi non vuole che la Liguria resti troppo tempo senza una guida politica, ragion per cui l’elezione del successore di Lunardon sarà fatta con le vecchie regole e, probabilmente, senza avere il tempo non solo di ripristinare un clima di rapporti minimamente decenti tra i dirigenti delle opposte fazioni, ma soprattutto di recuperare un po’ di fiducia fra gli iscritti.

E qualcuno nei corridoi del partito non nasconde la preoccupazione : “Assurdo un congresso a ottobre, visto come stanno le cose, rischiamo di non avere neppure la gente che tiene aperti i seggi”.