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Suicidi per sfratto, una nuova piaga di Genova: “Serve un provvedimento nazionale” fotogallery

Il consigliere Bruno: "La casa è un diritto di tutti"

Genova. Cinque giorni fa un uomo di sessantasei anni si è lanciato dalla finestra di una casa popolare nella quale viveva da sempre. Cinquant’anni di vita nella stessa casa e nello stesso quartiere, dove aveva vissuto con i genitori. Poi era rimasto solo, da mesi gli avevano staccato le utenze e quella mattina sarebbe stato sfrattato.

“Questo nostro concittadino era solo, senza soldi e non è certamente l’unico – dichiara il capogruppo di Fds in consiglio comunale, Antonio Bruno, che ha presentato un’interpellanza a risposta immediata – Un mese fa, a Staglieno, una storia simile: un disoccupato si era impiccato nella casa nel giorno in cui gli avrebbero notificato lo sfratto”. Quindi due suicidi nell’arco di un poco più di un mese.

La Regione Liguria ha approvato una legge, e il consiglio comunale di Genova la sta recependo, in cui si inasprisce la lotta ai morosi. “Tranne poi cercare di riparare con la morosità incolpevole – prosegue Bruno – L’assessore Fracassi ha previsto un fondo di solidarietà da 671 mila euro, per cui sarà possibile fare richiesta fino al 31 ottobre 2015, ma è evidente che questo non sia sufficiente e che il sistema non funzioni”.

Da qui le richieste. “Vorrei sapere quali impegni abbiano fatto seguito all’ordine del giorno approvato il 30 settembre dell’anno scorso, che impegnava la giunta ad intervenire presso le aziende partecipate per un piano di intervento straordinario di interventi miranti ad un piano straordinario anche in relazione dell’edilizia abitativa pubblica e come intenda SPIM, proprietaria dell’alloggio di Sestri dove si è consumato il tragico avvenimento, utilizzare gli alloggi di cui ancora dispone”, chiede il consigliere.

Ma le riflessioni e le domande non finiscono. “Credo che occorra prendere informazioni sulla reale situazione economica degli inquilini di alloggi pubblici prima di effettuare sfratti e vorrei sapere quali iniziative voglia assumere il Comune rispetto alla vergogna di 20 mila alloggi di privati vuoti in città – conclude Bruno – Insieme ai movimenti sociali che si sono incontrati in Bolivia con Jose’ Bergoglio respingiamo gli sgomberi forzati e qualsiasi tipo di persecuzione giudiziaria contro chi lotta per una casa, perché riteniamo che l’abitazione sia un diritto umano fondamentale”.

La risposta è arrivata dall’assessore alle Politiche sociali e abitative, Emanuela Fracassi: “Abbiamo una crisi economica che ha influito sicuramente sulle condizioni abitative delle persone e i provvedimenti di sfratto sono andati ad aumentare in questi anni e sono particolarmente presenti a Genova, dove interessano una famiglia ogni 240 – spiega l’assessore – Dobbiamo fate una politica di lotta al disagio abitativo, ma non possiamo pensare che i Comuni abbiano i mezzi per affrontare la crisi economica. Serve un provvedimento nazionale che intervenga con il contributo al reddito per permettere a tutti di vivere sopra la soglia di povertà”.

Fracassi precisa che in due anni sono stati molti gli interventi in questo settore, dai finanziamenti per la ristrutturazione straordinaria degli alloggi al bando per la morosità incolpevole. “Anche io sono rimasta molto amareggiata per i suicidi avvenuti nella nostra città, ma purtroppo mi risulta che queste persone non avessero contatti con i servizi sociali”.

Da qui l’appello: “Chi non riesce a pagare più l’affitto per qualche ragione non deve nascondersi ma chiedere aiuto”, conclude l’assessore.