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Suicidi e aggressioni, i numeri del sovraffollamento nelle carceri: “Situazione invivibile”

A Marassi ieri erano presenti 680 detenuti a fronte di una capienza massima di 450

Genova. “Con quello di ieri a Marassi, dal 1° gennaio di quest’anno ad oggi, il numero di agenti penitenziari aggrediti da detenuti, che hanno riportato ferite guaribili in non meno di 5 giorni, sale a 204. Un dato terrificante che incredibilmente passa sottotraccia. A parte la propaganda del Governo il sistema penitenziario italiano è tutt’ora oberato da quelle stesse criticità che portarono la CEDU ad esprimere un giudizio molto negativo sullo stato delle nostre carceri. Giudizio mitigato solo grazie ad alcuni espedienti che di fatto, però, nulla hanno mutato in termini reali in fatto di vivibilità e dignità”. Questa la denuncia di Eugenio Sarno, segretario generale della Uilpa, commentando l’aggressione ai danni di un poliziotto avvenuta ieri nel carcere di Marassi.

Uno dei punti cruciali resta il sovraffollamento. Basti pensare che a Marassi ieri erano presenti 680 detenuti a fronte di una capienza massima di 450.

“Anche se si fosse davvero riusciti a garantire il minimo di tre metri quadri a detenuto, ma ho i miei dubbi, resta il fatto che la civiltà della detenzione è tutt’ora indecente. Così come le condizioni di lavoro della polizia penitenziaria sono infamanti e persino offensive per la dignità umana. Ogni giorno le donne e gli uomini dei baschi blu sono impegnati, in splendida solitudine, a garantire la tenuta del sistema e a salvare vite umane”, prosegue Sarno.

Solo dall’inizio di quest’anno nelle prigioni si sono verificati 26 suicidi; 521 tentati suicidi, con 186 detenuti salvati in extremis dal personale di polizia; 3715 atti di autolesionismo; 764 episodi di danneggiamento dei beni dell’Amministrazione (incendi alle celle, devastazione suppellettili, ecc.); 38 risse tra detenuti; 786 atti di aggressione, minaccia o resistenza a personale di polizia penitenziaria.

“Questi numeri sono la realtà del nostro sistema penitenziario. Vogliamo credere e sperare che la società possa essere debitamente informata e non drogata da notizie inattendibili. Abbiamo più volte sottolineato l’impegno del Ministro Orlando a voler cercare di risolvere alcune situazioni critiche, ma al netto della buona volontà il disastro dell’Amministrazione Penitenziaria è sotto gli occhi di tutti e il mondo delle carceri non riscuote alcun interesse tra i politici e nel Governo”, conclude il sindacalista.