Lettera al direttore

Sestri Ponente: “No al depuratore per il percolato di Scarpino in Alta Val Chiaravagna”

Sestri Ponente. Noi del Comitato Alta Val Chiaravagna amiamo e viviamo il Territorio della Valle. Siamo sempre a favore di qualsiasi iniziativa positiva, a favore degli abitanti, a favore del lavoro in Valle, a favore di un dignitoso ambiente di vita quotidiana, a favore della Sicurezza in ogni suo aspetto, a favore del recupero della Storia e Natura della nostra Valle, a favore …, a favore … !

Purtroppo la nostra realtà è costituita da enormi servitù, quei servizi utili alla Città e all’intera Regione. La discarica RSU di Scarpino è la maggiore di queste. Nata come “soluzione temporanea” (cfr. “SCARPINO IERI OGGI DOMANI” ed. Sagep-AMIU, Genova 2011), dal 1963 grava con numerose problematiche sulla Val Chiaravagna e per
decenni ha inquinato i torrenti col suo percolato. Tutti i Media hanno dato ampie notizie sulle inchieste degli anni scorsi in merito alla “problematica Scarpino”. Dalle cronache risultano evidenti le negative ricadute sugli abitanti e sulle aree limitrofe alla discarica, tra cui le intossicazioni di alcuni residenti della zona Panigaro (anni 1996, 1997, 2014), morie di pesci in mare e tanto altro ancora che, per brevità, non riportiamo. Ora è previsto il nuovo lotto di discarica, che sarà inevitabilmente battezzato “Scarpino 3”.

La Val Chiaravagna ha sofferto e sta soffrendo lo sconcertante degrado causato da numerose altre servitù: i cantieri del passante Voltri-Borzoli, del Nodo Ferroviario, dei futuri Terzo Valico e Gronda, il traffico dei mezzi pesanti dovuto all’attività di cava e del cementificio; ha siti abbandonati di attività dismesse. È preoccupante ed esteso il dissesto idrogeologico dei ripidi versanti, i cui detriti durante le alluvioni causano sempre danni e disperazione a Sestri Ponente. Per non parlare della carente manutenzione e di Amici che Amici non sono affatto.

In questi anni ci siamo sempre rapportati in modo positivo e costruttivo con l’Amministrazione, cercando ragionevoli percorsi per risolvere le necessità e per attenuare l’impatto delle problematiche con cui convivono gli abitanti. Tra mille difficoltà e ritardi qualcosa è stato fatto, ma l’elargizione delle promesse di compensazioni e mitigazioni alle enormi servitù non hanno mai avuto significativo e adeguato seguito.

Da qualche settimana i residenti osservavano frequenti sopralluoghi con rilievi planimetrici di tecnici e hanno iniziato a chiedere chiarimenti in Amministrazione Municipale. Come probabile conseguenza, successivamente da più fonti si è avuta la sgradita conferma che, nell’area abitata tra Panigaro e Serra, la Città Metropolitana e il Comune di Genova con AMIU vogliono installare e mettere in funzione un depuratore per il pretrattamento del percolato proveniente da Scarpino e che l’impianto implica la valutazione di impatto sociale e la necessità di misure di mitigazione! Come già detto, il Comitato Alta Val Chiaravagna vive sul Territorio e, per la tutela della salute dei suoi abitanti, dichiara in modo convinto e determinato che l’installazione e messa in funzione dell’impianto in queste zone è quanto di più sbagliato si possa realizzare. La conformazione della Valle causa il ristagno dell’aria, acuendo in modo esponenziale gli effetti negativi di quanto viene respirato quotidianamente.

Il Comitato ritiene altresì molto negativi la fretta nel procedere, il metodo e la segretezza con cui Città Metropolitana e Comune hanno agito per imporci un’ulteriore dannosa e impattante servitù, perseverando contro gli esasperati residenti, già oltremodo danneggiati e forse considerati un problema collaterale, un disturbo. Un disturbo da deportare?

Nell’incontro di ieri sera in Municipio VI Medio Ponente con gli Enti citati, è stato visto l’ultimo atto del solito vecchio copione, un logoro copione recitato troppe volte.Noi abbiamo sempre chiesto la riqualificazione della Valle e una migliore vivibilità della stessa ma a tutte le nostre aspettative è stato tolto il futuro! Questo non è il nostro fallimento bensì è il fallimento di chi, in questi anni, ha sentito senza ascoltare, di chi ha guardato senza vedere. Di chi non ha compreso l’accorata richiesta di aiuto che viene dal Territorio!

Comitato Alta Val Chiaravagna

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