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Sestri Ponente, il no al ribaltamento a mare “candida” le Vecchie Fornaci. Piano b per lo smarino del Terzo Valico

Dopo il no di Fincantieri l'area alle spalle di Sestri potrebbe avere un ruolo maggiore nell'acquisire i detriti

Sestri Ponente. “La decisione di Fincantieri per noi rappresenta certamente un problema”. A dirlo è Ettore Pagani, direttore del Cociv, consorzio che si occupa della realizzazione del Terzo Valico.

Il no al ribaltamento a mare dello stabilimento di Sestri espresso pochi giorni fa da Fincantieri ha messo in difficoltà chi gestisce la grande opera, visto che lo smarino sarebbe dovuto finire proprio lì.

Per questo torna alla ribalta la cava delle Vecchie Fornaci, alle spalle della delegazione. Un piano b, per così dire, anche se la zona avrebbe già dovuto ospitare il materiale di scavo. Al momento, però, non c’è ancora nulla di definitivo e anzi il Cociv proverà a capire se la strada ribaltamento a mare sia ancora percorribile.

“Siamo disposti certamente a sederci ad un tavolo per disegnare un progetto – conclude Pagani – che speriamo possa essere compatibile con le esigenze di Fincantieri, ma non ci è stato ancora chiesto”.