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Sampierdarena, il Comune sfratta i negozianti di sottopasso Montano: “Così ci rovinano”

"Il sottopasso diventerà terra di nessuno"

Sampierdarena. Il Comune ha mandato lo sfratto ai negozianti di sottopasso Montano, che ora sono sul piede di guerra e difenderanno con le unghie e con i denti le proprie attività commerciali. I negozi presenti sono cinque e proprio adesso stanno ultimando i lavori di risistemazione dopo l’ultima alluvione dell’autunno scorso, per cui hanno ricevuto un contributo del 40% da Tursi.

“Abbiamo le prove video fotografiche degli ultimi tre anni (che il Comune non ha mai voluto vedere) che dimostrano come il sottopasso non si allaghi per l’acqua proveniente da piazza Montano, ma perché l’acqua piovana cade nelle scale e non defluisce correttamente, visto che gli apparati preposti non fanno manutenzione – spiega Giuseppe Garretto – In caso si alluvione, qui non c’è il rischio di un’ondata di piena di un fiume che possa far rischiare vittime e la pioggia più forte che ci possa essere riempe lentamente il sottopasso, dando tutto il tempo necessario per la messa in sicurezza dei negozi”.

I commercianti spiegano di aver sempre provveduto personalmente alla pulizia degli scarichi e agli altri intervenuti di ordinaria manutenzione, che invece spetterebbero all’amministrazione.

La lettera di sfratto è datata 19 giugno, ma ai commercianti è stata consegnata molto dopo, cioè nei giorni compresi tra il 7 e il 9 luglio. “Il termine ultimo per presentare emendamenti al bilancio, grazie ai quali avremmo potuto quindi chiedere interventi di manutenzione, era il 6 luglio entro le 12.30 e guarda caso le lettere sono arrivate proprio a partire dal giorno successivo – prosegue Garretto – in questo modo ci vogliono rovinare, anche perché avremmo soltanto 15 giorni di tempo per chiudere e andarcene”.

Sono oltre 20 le persone che vivono grazie a queste attività commerciali. “Stiamo finendo ora di sistemare i negozi e adesso vogliono farci chiudere – dichiara Li Cheng Chai – così ci stanno rovinando”. Poi ci sono altri aspetti da valutare. “In questo modo si prosegue con la desertificazione del territorio e tolti i negozi il sottopasso diventerà terra di nessuno”, dichiara un’altra commerciante, Angela La Scala.

La preoccupazione è molto forte e i negozianti vogliono sapere da chi sia partito l’ordine di sfratto. “La lettera è firmata da un burocrate, ma a noi interessa conoscere il nome di chi ha preso la decisione per poterci rivolgere direttamente a lui – conclude Garretto – noi siamo pronti a lottare e anche ad incatenarci ai negozi se sarà necessario”.