Riforma dei porti, l'assessore Rixi spara a zero: “Progetto zoppo, non risolve i problemi" - Genova 24
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Riforma dei porti, l’assessore Rixi spara a zero: “Progetto zoppo, non risolve i problemi”

Liguria. Riforma dei porti. Questo l’argomento in discussione questa mattina durante la riunione del comitato portuale di Savona, cui ha partecipato anche il nuovo assessore regionale ai porti e alla logistica Edoardo Rixi. Una presenza che per certi versi rappresenta una novità rispetto al passato: negli ultimi cinque anni, infatti, a partecipare ai tavoli per conto della Regione era di solito l’assessore alle politiche sociali Lorena Rambaudi o l’assessore al turismo Angelo Berlangieri.

“Ho partecipato al comitato su delega del presidente Giovanni Toti – spiega Rixi – per confrontarmi con l’Autorità Portuale, capire quali sono le esigenze, cosa si può migliorare come Regione e come si può stare vicini agli operatori delle nostre autorità portuali che rappresentano un’eccellenza non solo della nostra regione ma a livello europeo”.

L’argomento sul tavolo è ovviamente la riforma dei porti che dovrebbe portare all’accorpamento di parte delle varie autorità portuali sparpagliate sul territorio italiano. La proposta del Governo non convince Rixi: “Ne abbiamo discusso e ne discuteremo ancora con il presidente dell’Autorità di Genova e con quella di Spezia e poi prenderemo una posizione ufficiale. Credo che la riforma che viene proposta dal Governo sia zoppa perché non risolve il problema reale, che è quello di dare finalmente a questo paese indicazioni precise su quelli che sono i due archi fondamentali, cioè quello tirrenico e quello adriatico. Questi sono i veri ingressi dell’Europa. Dire che creeremo 13 aggregazioni serve veramente a poco. Credo che dovremo parlare con il Governo e fargli capire che per migliorare la portualità in questa nazione bisogna intanto parlare con chi fa veramente traffico”.

“Non so se basterà, ma è un punto di partenza – concede Rixi – L’altro punto di partenza è che mi piacerebbe avere tutti i liguri che collaborano tra di loro e che abbiano un progetto per diventare leader europei sul trasporto e sulla logistica”.

Questo può avvenire anche mantenendo l’autonomia dei singoli porti: “E’ possibile farlo – concede l’assessore regionale – così come è possibile fare tante cose. L’importante è che ci si parli e che si trovino dei punti in comune. Secondo me per rilanciare questa regione bisogna sedersi intorno a un tavolo, capire quelle che sono le esigenze di tutti e portare avanti soluzioni a quelle esigenze. Non portare le richieste di una parte o dell’altra. Soprattutto bisogna fare capire al Governo che noi non vogliamo tutelare la Liguria da sola, ma tutti i porti italiani. E per tutelarli bisogna consentire all’arco dell’alto Tirreno di avere infrastrutture moderne, investimenti e la possibilità di essere competitivi col nord Europa“.

Il tempo stringe: “Il Governo ha mandato il progetto in commissione trasporti alla Camera. Sarà analizzato entro il 6 agosto e poi andranno avanti. In politica si dice sempre che si chiuderanno le pratiche velocemente. Questo stesso Governo lo ha detto su tante cose che poi sono andate lunghe. La riforma portuale ha aspettato tanto. Credo che possa aspettare una partecipazione anche da parte delle nostre autorità portuali e una condivisione da parte di chi fa veramente trasporto e di chi soprattutto opera sul mare. La cosa peggiore sarebbe fare una brutta riforma. Non mi esprimo in maniera definitiva su questo progetto, dico solo che non risolve il problema di questo paese. Che è quello che invece hanno risolto altri paesi individuando degli scali di valenza europea che poi consentano di far vivere anche l’altro sistema marittimo-portuale magari meno strategico”.

Per Rixi il potere è in mano alle autorità portuali: “Confido molto nelle nostre autorità portuali perché in questi anni difficili senza aiuti sono riuscite a fare grandi cose. Penso possano essere di esempio per il paese”.

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