L'emergenza

Rifiuti, vicino accordo con l’Emilia. Toti: “Entro ottobre piano organico per un bacino unico ligure di smaltimento”

Niente termovalorizzatore in Liguria ma accordi con le Regioni che li hanno, ma prima occorre il salto di qualità sulla differenziata

Genova. Il primo passo è quello, come sempre, di gestire l’emergenza, dopo che il Piemonte ha dovuto stoppare la ricezione dei rifiuti provenienti dalla Liguria. L’ennesima soluzione tampone dovrebbe arrivare oggi pomeriggio con un accordo che prevede lo smaltimento in Emilia Romagna (nel termovalorizzatore di Piacenza) di circa 200 tonnellate di rifiuti dell’area metropolitana genovese per un periodo tra i 70 e i 90 giorni.

“E’ una fase ancora di trattativa con l’Emilia, quindi non ci sbilanciamo troppo – spiega l’assessore Giacomo Giampedrone – c’e’ la disponibilità dell’Emilia Romagna a ragionare. Poi il Piemonte in Piemonte che accoglieva i rifiuti genovesi fino a pochi giorni fa e che li riaccoglierà appena sciolto il nodo dell’autorizzazione ambientale, ma a lungo termine bisognerà trovare nuove soluzioni”.

Per uscire dall’emergenza la giunta Toti presenterà al più presto un piano regionale dei rifiuti. Ad annunciarlo a margine della consiglio è il presidente stesso: “Intendiamo presentare a settembre o al massimo a ottobre un piano organico dei rifiuti che preveda un bacino unico per la Liguria dove saranno inserite piattaforme ecologiche, un aumento molto importante della differenziata per i prossimi anni, visto che oggi i livelli sono vergognosi – dice Toti – uno smaltimento dell’organico in modo da ridurne i volumi e corretti accordi con le Regioni che oggi hanno dei termovalorizzatori che lavorano al 50% delle loro potenzialità per la termodistruzione finale del residuo di rifiuti raccolto correttamente”.

Proprio sulla raccolta differenziata oggi l’assessore Giampedrone presenterà i dati fino a dicembre 2014 che fotografano di una situazione drammatica, soprattutto per Genova: “La Liguria cresce di un punto e mezzo, attestandosi a circa il 33% di raccolta differenziata, quindi troppo poco rispetto al 65% a cui diamo arrivare mentre Genova che rappresenta i due terzi della Liguria retrocede di un punto e mezzo. Questo è un dato che non ci possiamo permettere. Il nostro rifiuto così non ci permette di dire che se dobbiamo cercare un sistema di smaltimento fuori ci consente di fare delle trattative appetibili che possano non andare a tartassare i cittadini”.

I dati Comune per Comune verranno presentati nel pomeriggio. La raccolta differenziata quindi sarà il punto di partenza per un cambio di passo su una situazione ormai ingovernabile, mentre l’ipotesi di un termovalorizzatore in Liguria che in un promo tempo non era stata esclusa, viene invece accantonata, anche perché la legge non lo consente: “C’e’ una normativa europea che limita la possibilità di costruire nuovi termo-valorizzatori solo quando tutti gli impianti esistenti in Italia sono a regime – spiega Giampedrone – alcuni studi dicono che gli impianti oggi esistenti basterebbero per coprire tutti i rifiuti prodotti nel nostro Paese, credo che la strada principale che andremo a percorrere sarà quella degli impianti di trattamento dell’organico, ne apriremo uno a fine ottobre a Savona, ci consentiranno di abbattere del 60% il nostro monte rifiuti”.