Ribaltamento a mare, l’ad di Fincantieri Bono: “Ora non è possibile, perché peggiorerebbe l’agibilità del cantiere di Sestri" - Genova 24
A sorpresa

Ribaltamento a mare, l’ad di Fincantieri Bono: “Ora non è possibile, perché peggiorerebbe l’agibilità del cantiere di Sestri”

L'ad gela sindacati e Regione: "No a lavori che incidano su funzionamento del cantiere. Il ribaltamento andava fatto prima"

Genova. “Il deficit infrastrutturale è quella di prima, quello che chiediamo a questo punto è che non ci peggiorino lo stato di agibilità del cantieri”. Non usa mezzi termini l’ad di Fincantieri Giuseppe Bono parlando del deficit infrastrutturale del cantiere di Sestri ponente a margine della cerimonia di taglio della prima lamiera della nuova Silver Muse. E così il ribaltamento a mare, per il quale fu sottoscritto al Mise un accordo di programma nel lontano 2009 e la cui pratica giace da due anni al ministero dell’Ambiente, al momento non solo non è auspicato dall’azienda ma sarebbe un ostacolo. “Quei lavori dovevano essere fatti quando i cantieri erano vuoti” ha detto l’ad.

Proprio la settimana scorsa, dietro soprattutto la pressione dei sindacati che considerano il ribaltamento a mare fondamentale per il futuro del cantiere genovese, in nuovo assessore regionale allo Sviluppo economico Edoardo Rixi ha annunciato che la prossima settimana ci sarà importanti novità sulla pratica, facendo intendere che potrebbe arrivare l’accelerazione tanto attesa. Attesa dai sindacati, appunto, e dalla Regione che, dopo l’accordo con Cociv, ha urgenza di aprire il cantiere per collocare lì lo smarino del Terzo Valico. Ma non più attesa dall’azienda. Non ora almeno.

“A questi sblocchi, ormai, non credo più – ha commentato Bono – e ora comunque non è possibile, a meno che non esista un progetto che non interferisca con le lavorazioni del cantiere”.

Ovviamente il non avere oggi il ribaltamento a mare complica le cose, anche per la nave attualmente in costruzione: “Una sezione della nave qui non si può fare”.

Bono nella conferenza stampa a margine della cerimonia ha anche lanciato un attacco ai sindacati sottolineando la necessità di “remare tutti insieme”: “Io la distinzione che fa il sindacato, come se l’azienda fosse una cosa terza rispetto ai lavoratori – ha detto – è una delle cose peggiori che possono esistere per lo sviluppo del paese futuro. Siamo tutti nella stessa barca e che è in un’azienda si deve sentire una pedina importante, con la voglia di fare, e la voglia di crescere, perché si tratta di persone che hanno l’ambizione di farlo. Io penso che sia naturale cambiare la mentalità del lavoro”.

“Ia ho tutta la volontà di far crescere i lavoratori e, l’anno scorso, almeno duecento da operai sono passati capi, e per noi questo è un fatto importante perché vuol dire che abbiamo persone che si impegnano. L’azienda è come un’orchestra, che deve avere armonia. Poi c’è anche il sistema paese che si deve mettere d’accordo per capire se le aziende le vuole o non le vuole”.