Via all'assemblea regionale

Pd ligure, Lunardon analizza la “grande sconfitta”: “Ora riforma primarie e ricostruzione del centro sinistra”

Circa 160 i delegati presenti, dopo la relazione del segretario che ha ribadito le dimissioni, via al dibattito.

Genova. “Discutiamo di una grande sconfitta, chiara netta e molto pesante, peggiore delle più fosche previsioni. Dobbiamo indagare i motivi e rialzare rapidamente la testa. Al di là delle traiettorie personali di alcuni di noi, siamo un grande partito e dobbiamo tornare a svolgere un grande ruolo che molti si aspettano”. Giovanni Lunardon attacca così il discorso con cui ribadisce le sue dimissioni davanti ai delegati dell’assemblea regionale del Pd. Al suo fianco il vice segretario nazionale Lorenzo Guerini, che molto probabilmente questa sera annuncerà il commissariamento del partito. Su 250 aventi diritto sono 159 quelli che affollano la sala del Cap, sulla destra i renziani, a sinistra i sostenitori di Lunardon

“Mi è spiaciuto che qualcuno potesse mettere in atto la veridicità di queste dimissioni – ha detto guardano la parte della platea dove siedono i renziani – se avessi voluto mantenere il mio mandato potevo farlo ancora prima dellìassemblea di oggi e nessuno avrebbe potuto mandarmi via, ma sarebbe stato un atto di arroganza e questo non è il mio stile. Mi dimetto come gesto di amore e di rispetto verso il partito sperando che questo porti a una discussione franca che ci consenta di rimetterci in cammino”.

Lunardon ha poi analizzato i motivi della sconfitta, dall’errore di “autosufficienza” che il Pd ha commesso dopo le elezioni europee, convinti che quel 40% fosse un dato assodato, a quello conseguente di considerare Come “unica nostra preoccupazione quella di fare le primarie, come se da lì automaticamente si scegliesse il presidente della Regione Liguria”.

Altro errore quello delle alleanze: “Non abbiamo lavorato fino in fondo per dotarci di un sistema di alleanza nuove. Non eravamo più in condizioni di riproporre la vecchia alleanza, disgregata fra l’altro da fenomeni giudiziari. Avevamo il dovere di pensare al nuovo assetto di alleanze. Non penso ad accordo o meno con Ncd. Di questo abbiamo parlato anche troppo, visto il peso politico di area popolare alle elezioni”. L’idea di Lunardon e di tutto lo schieramento dei ‘cuperliani’ è ricostruire una “coalizione di centro sinistra con il Pd con un ruolo centrale”. Non un modello comune di Genova quindi, ma comunque un governo di centro sinistra.

“Alle primarie abbiamo affidato un ruolo improprio. La loro funzione è quella di scegliere il migliore tra i candidati che si presentano, ma noi abbiamo dato alle primarie il compito di scegliere una linea politica e le differenti alleanze”.

Sulle primarie Lunardon ha aperto un ulteriore tema di riflessione, in linea con quanto sta avvenendo a livello nazionale dopo le pesanti sconfitte: “Le primarie sono un bene prezioso del Pd, ma vanno riformate. Credo che ai gruppi dirigenti serva più autonomia, rispetto a se e quando fare le primarie – dice ricordando quando dopo le alluvioni di questo autunno aveva chiesto insieme a Terrile un rinvio delle primarie – e che serva un albo degli elettori, non tanto perché la quantità di voti non chiari abbia numericamente cambiato il risultato, ma ha rappresentato un problema politico”.